SALVATORE QUASIMODO (1901-1968)
(Premio Nobel 1959
ALLE FRONDE DEI SALICI
E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava
incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.
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In questa bellissima poesia “storica”, Quasimodo descrive l’avvilimento
dei poeti per l’incapacità
di reagire per difendere lo Stato dallo straniero che gli ha
messo il piede sopra il cuore. Oggi, i poeti e gli
intellettuali, non hanno questa scusa:
il loro silenzio li
condanna nell’inferno della vigliaccheria. Non meno vigliacchi coloro che
“manovrano” la stampa per scopi personali e di casta contro
lo Stato in agonia.
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Calogero Di Giuseppe
LUTTO NAZIONALE
(E’ morta la
dignità)
Nel mio Paese
più non c’è
Primavera.
passato è Marzo
e senza fiori
Aprile.
Nel Citorio Monte
strisciano le
vipere
sibilano strani
segreti.
Al Senato le iene
parlano, ciarlano,
blaterano,
consumano il pasto
col sangue altrui!...
Addio… Democrazia Bella (1
ristoro della brava gente.
Oggi di lutti è pieno (2
Il mio Paese…
S’uccide chi non ha
pane
mentre chi “sgoverna”
trama... leggi strane.
1) Chi non ha euro per le campagne elettorali è impossibile
essere eletto. 2) In questi ultimi
mesi vi sono stati molti suicidi per fame.
Calogero Di
Giuseppe 7 Marzo 2013