5 giugno 2012

AL GRANDISSIMO RECANATESE

Calogero Di Giuseppe

ONAGGIO A GIACOMO LEOPARDI        1
(1960- 2010)
P o e M ì e

Premessa

Omaggio a Giacomo Leopardi è un itinerario poetico diviso in due parti. La prima è dedicata a Giacomo che vuol sintetizzare l’amore e la stima per Lui che hanno moltissimi estimatori del mondo. La seconda parte, SINTETICA SILLOGE, è il percorso espressivo e spirituale di un arco di tempo che ha inizio nella mia adolescenza e finisce con la data dell’ultimo testo della raccolta. Il primo testo “Il Sasso” è il frutto tipico di chi si accosta alla Poesia con animo sincero ed impreparato, culturalmente, per “capire i grandi” della letteratura poetica. Gli altri testi che si susseguono, in ordine cronologico, faciliteranno il lettore attento a capire lo stato d’animo, (di volta in volta, testo per testo ) con il quale sono stati scritti. È importante che il lettore intuisca il sentimento che essi esprimono e non la forma, l’appartenenza ad una scuola, o ad un gruppo di poeti, tanto per essere vicini, per opportunità, a chi gode di temporanea notorietà o fama.
La Poesia, quando è tale, non sempre si lascia imprigionare in recinti di forma, di tecnica o di stile o altro. Quanto sopra non vuol dire disprezzo per la metrica o per tutto quello che necessita per dare dignità letteraria ad un testo, che per comodità chiamiamo poetico. Se un testo ha la dignità di Poesia lo decide la sensibilità del lettore…e nessun altro. La Poesia per sua natura è indefinibile, quindi personale: propria…intima…spesso il lettore va oltre a ciò che ha scritto l’autore. Ecco perché L’itinerario poetico è l’arco di una vita, è l’essenza di un autore che ha dato la precedenza alla poeMia del proprio io piuttosto che alla retorica dei critici…anche quando ne hanno apprezzato l’operato con riconoscimenti ufficiali.
I testi sono tratti da 3 libri: L’ESPRESSIONE DELL’ANIMA, FRA LAMIERE AGUZZE e FRUTTI PER VOI PICCOLI.  Che comunemente si definiscono editi. Altri sono stati pubblicati da riviste varie con una tiratura da un minimo di cinquemila ad oltre le quindicimila copie. Quest’ultime a buon diritto si possono definire edite come quelle inserite nelle antologie note e meno note e nei VARI SITI INTERNET.
Quanto sopra vuole essere soltanto una nota per facilitare il lettore e avvicinare “gli incerti” al mondo della poesia.
L’autore
Pioltello Ottobre 2010

A
Omaggio a G. Leopardi

OMAGGIO A GIACOMO LEOPARDI

         L’INFINITO   
Di Giacomo Leopardi          Pagina del libro n.7

Traduzione, incompiuta ,in dialetto siciliano.
( Da Poesie in dialetto)

Sempri caru mi fu ‘stu colli sulu
e stu limmitu, ca di tanta parti
di l’urtimu orizzonti a vista leva.
Ma assittannumi e guardannnu… infiniti
spazzi ddabbanna didda, e spirituali
silenzii, e funnutissima cuieti
nu pinsiari mi fingiu; unni pi picca
lu cori nun si scanta. E cuamu u viantu
siantu sciusciari tra  ‘sti chianti, ìia chiddu
infinitu silenziu a chista vuci
vaiu aguagliannu: e ricuardu l’eternu,
e li muarti stasciuni, e la prisenti
e viva e lu suanu d’idda, accussì
tra chista immensità lu ma pinsiari
s’annega…e l’affunnari ducilmenti
mi piaci ni stu rannissimu mari.

Gennaio 1999

Questo testo è catalogato presso IL CENTRO STUDI LEOPARDIANI di Recanati

Calogero Di Giuseppe


SERENITA’ NOTTURNA           8

Or che la notte scende…è giorno altrove,
e qui la luna bionda e luminosa,
mi da l’attesa
serenità notturna.
Che silenzio!…che pace!…
Vedo brillar le stelle quietamente,
come in un sogno strano, tanto strano,
con lieta calma…
soavità gradita.
Che splendore!…che pace!…
Ed ecco, là, più in là dell’orizzonte
vedo la calma, fonte del pensiero…
mi immergo ancora
in cavità più nere.
al di là…nella pace
delle divine cose. Più non penso
terrene muse; scordo la fatica
del chiuso giorno;
e resto qui pensando
tra terra e ciel vagando.


18 Marzo 1961.


Omaggio a G. Leopardi


COME SAFFO                     9

Ridicolo corpo è il tuo
privo d’ogni armonica forma.
non si legge negli’occhi
la gioia della vita,
né lo sguardo fiorente
del tuo giovane amore.
Nulla si scorge in te
di femminile vanto.
Mia tormentata Saffo!
Come palpita il cuore
per il nuovo Faone…
ne morirà per questo,
ma quando cesserà
per le terrene cose
negherà ancora lo specchio bellezza?
negherà ancora la folle dolcezza dei palpiti?
L’armonia che ti manca nel seno,
nelle fragili mani, nelle labbra
nel disuguale colore degli occhi
non sarà che un bruttissimo sogno.
Fedele Saffo…
malata fontana
senz’acqua di fonte
che l’aride labbra
mai placherà.
Gocciola…
gocciola…
gocciola
ancora
mania d’amore
e felicità.
31 Gennaio 1968 Milano                          

Calogero Di Giuseppe

        LA FELICITA’        10

Che gioia stasera
che vertigine grande…
mi freme nelle vene
il senso del tuo affetto.
Col cuore leggero leggero
mi sento in alto
su una vetta.
Ho folle voglia di cantare
non ho più voce in gola…
mi sento in alto
sulla vetta
che paura…che paura
che paura di precipitare.


9 Ottobre 1968 Aeroporto Forlanini


Omaggio a G. Leopardi


FRALAMIERE AGUZZE   11
(Inno alla poesia)

Nascere dal nulla
fragilissimo fiore
e trovarti nelle mie piccole mani
non è reale soltanto
ma miracolosamente vero.
Piccolo, tenue…fiore
nato nella giungla
e coltivato tra mucchi di lamiere…
saprò amarti e sfiorandoti
con le mani straziate
da lamiere aguzze
ti dirò eternamente t’a…
Non lascerò che la ruggine
arrossisca il gracile gambo
né coglierti farò
da mano alcuna.

22 Settembre 1979 Milano


Calogero Di Giuseppe


QUANDO L’ANIMA PENSA  12

Quando l’anima pensa
e il cuore in tumulto
travaglia il corpo
si sente nel passato
la gioia vissuta.
e tu Bianca
col volto bruciato dal nostro sole
sorridi…sorridi sempre
e la nostra luce negli occhi
si fa molto più viva.
Povera…povera Bianca
quante volte le nostre mani
intrecciate in un unico calore
si sono fuse in un solo “io”
Ma ora dove sei?!…
dove sei Bianca!…
non trovo più le tue mani
non trovo più niente di te.
Ma per l’amore che ti porto
non venire più nella notte
non venire più…
I sogni sono fatti per i “forti”
non per me Bianca, non per me
perché il brusco risveglio del mattino
mi fa vibrare nel cuore
la vile voglia
di dormire…per sempre.

12 Dicembre 1969 Aeroporto Forlanini.


Omaggio a G. Leopardi

IL GUERRIERO STANCO           13


“Io”…
Che credevo di ferire il mondo
Con la spada dell’ardore
D’una pura giovinezza…
Eccomi… a ripensare gli anni scorsi;
E fiamme bruciare vedo
Le ingiuste ramaglie della vita.

A metà strada,
Senz’arma per lottare
Sto a pensare…
E inquieto nel cuore un travaglio
Mi dice cammina…
Mentre l’estate tarda a venire.
Vigliacco io sono,
E sto a cantare come cicala…
E penso a dormire,
Guerriero stanco io sono.
Ferito.
Perché il male soffoca l’amore
E il cuore mi distrugge da poeta.

26 Giugno 1980


Calogero Di Giuseppe

IN CERCA DELLA PRIMAVERA          14


Quando gli alberi
Foglie
Più non avranno…
Ti ricorderai di me.

Quando gli alberi
Abbandonati
Dalla verde vita
Ricorderanno mesti
Il ritorno della primavera
Ti ricorderai di me.

Quando gli alberi
Nudi
Come te…senza me
Saranno
Sentirai il vuoto
Stringerti il cuore
Come un albero isolato
Dalla fredda neve
Ti ricorderai di me..
E del calore che t’ho dato…
E come gli alberi,
Con i rami tronchi,
Verso il cielo
Tu tenderai
Le tue braccia vuote
Nell’infinito
In cerca di me.

15 Febbraio 1981.


Omaggio a G. Leopardi

B A  S T A         15


Stramaledetto sia per sempre
Quel giudice che chiude un occhio.
All’ultimo cerchio dell’inferno
dovrebbe perennemente stare.

Stramaledetto sia ognuno
Che con lupara salda il conto
Spargendo sangue all’infinito
Cambiando ai siculi destino.

È stanco il mio cuore.
Straziato da sempre.
Avvilito
Umiliato…
E piangere invano
Più non sa.

1995



Calogero Di Giuseppe

AL D I LÀ  DELLA SIEPE  16


Al di là della siepe la morte
Oh Giacomo mio…
Dell’ultima speranza io ti parlo
Trattengo il respiro…
E solo come Te sempre m’affanno
Chiedendo al pastore
E alla silenziosa luna bianca
Il perché delle cose.

Chi sono io?…e Tu chi eri?…
Chi sei che ancor vaghi intorno a noi
Microbi mortali?…

Questa penna dirti non sa
Del mio pensiero
E del fenomeno mortale
Della mafia
Che sotterra
La sicula onestà.

1995 (?)


Omaggio a G. Leopardi

SMERIGLIO          17


Guarda questa pietra…
È dura
Come il sogno del poeta.

Ha i segni del tempo…
Dei millenni
Graffiti nell’umanità.

22 Febbraio 1997


Calogero Di Giuseppe


LA LUNA INNAMORATA 18


La luna
eterna innamorata del sole
si lascia abbagliare per amore.

Per amore segue la sua scia
silenziosa e romantica, piange
e nella notte parla alle stelle.

Ad una ad una confida loro
disperata
l'eterno vagare dietro l'astro
sfuggente
chiedendosi come me…perché?

12 Novembre 1998.



Omaggio a G. Leopardi

L'URLO    19


Dove riposa il vento
quando tutto tace?…

Dove riposa il vento
quando d'amore e morte
tremanti noi viviamo?

Dove riposa il vento
dopo la tempesta
dopo lo scompiglio delle dune
dopo quel subbuglio metamorfico
dell'infocato deserto?

Sì. Io lo so…dopo la bufera
del caos alpino, il vento…
s'acquieta nel mio cuore
per scoprire ancora una volta
con una tremenda folata
e diffondere velocemente
il mio urlo invocante amore.

23 Gennaio 1999.


Calogero Di Giuseppe

               CLESSIDRA          20

Tu
sei la misura
del tempo…

Dalla vagina
l'ora zero

Col primo latte
l'inizio.

Scorre la sabbia
nell'unica
boccetta…
senza ritorno
o capovolgimento.

Con l'ultimo granello
il sorriso della morte.

11 Febbraio 1999


Omaggio a G. Leopardi

P E R C H È   21

Stordivan le speranze nel mio petto
e nel furor degli anni…stupefatto
m'inquietavo…sperando…con dolcezza
e mi chiedevo, in quelle notti azzurre,
perché le stelle, inquiete e scintillanti
con il candore dell'astuta luna
ed il dolcissimo sereno vento
non portavano, a me, nessun amore
ma un desiderio immenso
d'una alata carezza.

E disperato… in quelle notti azzurre
solo… pensoso…lieto del creato…
perché tristezza mi invadeva il corpo,
in un dolorosissimo travaglio,
ed eternamente  chiedevo pace?

Or tra la gente, di me più felice
la solitudine m'opprime ancora
mi dilania con ogni turbamento
nell'estremo sogno dell'amore.

Mi troverà la morte, triste e solo,
lenta verrà con un vestito bianco
ed un sorriso di suprema sposa…
poi coglierà il giglio dentro il mio cuore
donando il bacio dell'eternità.

26 Luglio 2001

Calogero Di Giuseppe


MOTO PERPETUO         22

Ogni sera il sole
scende stanco
dietro i monti…
vorrebbe non più tornare
vorrebbe non più vedere
uomini meschini…
truffatori deficienti
che si sbranano fra loro…
perché s'odiano per nulla.
Ogni sera il sole
stanco scende
verso il mare
immergervisi vorrebbe
per non più tornare.
Non vuol più sentire
le ciarle dei cretini.
Ma…al mattino ci ripensa…
e sorge con la Speranza…
sussurrandola ai bambini.
Pallido discende il sole
raggi di lacrime porta,
al di là del nostro mondo,
sconsolato…molto triste
e la luna lo rincorre:
vuol dirgli di tornare.
Anch'io solitario e mesto,
ogni sera m'addormento
col cuor pieno di dolore
perché il mondo non sa amare.

12 e 14 Ottobre 2001


Omaggio a G. Leopardi

LA NUVOLA DEL MISTERO                                23-24

Poesia…nuvola bianca…
cirro di piume leggere,
sfumate da tenue azzurro,
che vaghi sul mar dei poeti
sospinta dall'aria lieve…
come faro dai luce
al mio tenero cuore.
Poesia…nuvola dolce…
Tu che spazi nell'immenso
fagli una carezza al Vate
che per Te, nobile amica,
…per noi scrisse L'Infinito:
fedele fu al tuo candore.

Poesia…nuvola bella
che navighi chiara e pura
sola…in zèfiri e tempeste
e che sfidi piogge e venti…
parla alla ridente luna,
mentre giri tra le stelle…
cantar più non sanno i vati.

Poesia…nuvola casta…
amore…gemma dorata
eterna compagna della luna
misterioso velo del creato…
che copri e riscopri sentimenti
che doni gioie lacrime e pianti
sei la sola sìntesi dell'Uomo…
l'anima dell'essere presente
del sentimento regina.

E…-…-…-…-…-
Tu che mi travagli
l'anima e la vita
dammi amore e pace.

E…-…-…-…-…-
scopri del tuo essere
l'eterno mistero…
placa l'ansia mia:
ch'io possa giulivo
sempre…e poi sempre
stare…essere…e avere.
10 Febbraio 2002

Omaggio a Giacomo Leopardi

VANE FOGLIE                          25

Le stagioni s'alternano
come Caino e Abele…
Primavera nasce…
e muore Autunno.

Come vane parole
cadono le foglie.
I colori, che al sole
già tiepide brillano,
raccolgono l'inquieto
mio sguardo…
e la felicità del tripudio
delle pure, bellissime tinte
s'estingue…esangue
nel mio tenero cuore.

Le stagioni s'alternano…
come fragili anime
cadono le foglie…
Pare che il sole…timido
dà l'ultimo bacio
alle morenti voglie
e sussurra un rimprovero
all'uomo… che falcia
altre creature…

Fame e guerre
guerre e fame…
e larve umane
cadono secche
dall'albero della vita,
con moto eterno
e noi, quasi vivi,
le calpestiamo.
23 11 2001
Calogero Di Giuseppe



P R I S M A                          26
(di se stesso)

Io…nel riflesso,
non ti conosco…
corpo mediocre…
nascondi l'anima…
la luce oscuri
che in me travaglia.

Con odio
conduco te…
peso immane!

11 Marzo 2003

Omaggio a G. Leopardi

DELIRIO 27

Quel terribile
foglio bianco
in tempo mi fermò…
volevo zigzagare,
con l'umile penna,
il mio dolore
d'essere uomo.

Ma riflettendo
dopo l'estasi…
m'accorsi…
che avevo già scritto,
sul bianco foglio,
le pazzie d'un uomo
incompreso e solo.

20 Novembre 2003


Calogero Di Giuseppe


LA VOCE NEL DESERTO                 28

Quando il vento
impetuoso soffierà
tra le mie ossa
il mio scheletro
darà voce
come arpa
al mio pensiero.

Molti penseranno
non è passato invano
in quest'arido deserto.

Il mio teschio
resterà…
nel sole eterno
offerto ad ogni pietà.

Milano 6 Giugno 2004

Omaggio a G. Leopardi


IL CANTO SOLITARIO  29

Ovunque le tue spoglie son, gran dio
del verso, luce danno ad ogni vate,
e del sapere…sommo è il tuo pensiero,
fulgida stella, tra le grandi e belle.

Morto nel cuore, senza più speranza,
conforto fu per Te la bianca luna…
più delle cose belle ch'hai cantato.
Nel fragile tuo corpo
ingegnoso pensiero
luminoso cammino.
Faro…nel confuso poetico mare,
babele laica diffusa e possente,
senza risorse, cuore…estro…mente.

Ovunque le tue ceneri son sparse
stai in me col tuo sepolcro.
Non c'è l'insegna né un grande portale
ma, nell'anima, un libro, un libro solo…
la sofferente vita…il verso tuo…
il canto solitario
il canto dei canti senza speranza…
nell'infinito spazio
anelito…Poesia…
eterna Primavera
ovunque e sempre, Luce.

22 Febbraio 2005


Calogero Di Giuseppe

SO CHE NULLA SO    30

E' nulla, per te, un bicchier d'acqua!
Per me, che nel "deserto" vivo,
arso dal sole e dalla rena…
e campo come fiore nella neve
sperando il sole caldo mentre vive,
è del saper l'essenza…nel volere
che toglie arsura all'ignoranza mia
dando parole a quel ch'io segno e scrivo
motivo vano nel pensier fugace
che lima l'àncora  nel cuor che giace.

Il dubbio così vola…
il certo se ne va…
nell'anima rimane
ancòra
struggente verità.

5 ottobre 2005


Omaggio a G. Leopardi

ULTIMO VOLO  31

Hanno vinto le ombre
questa sera…

muore il sole…

nessuna luce in cielo
chiude il giorno.

E sta ferma la Terra…

Ormai salgo
per l’ultima meta.

16 Gennaio 2006


Calogero Di Giuseppe


…QUAND’ELLA BIANCA…  32

Prima arrivò Lei
del triste becchino
e fu gentile….
Gia le candele
con profumo di cera
ardevano tremanti,
ed io pomposo
morto sul letto
con ironico labbro
sembravo vivo.

Pregavan tutt’intorno;
un mormorio di voci
salivano nel cielo
monotone…lente
con cirri di fumo
odorosi di incenso
dai candelabri accanto
al violaceo letto.

Piangeva qualcuno…
Io non so perché:
bellissimo è il giorno…
quand’Ella, bianca e pura,
eternamente giusta,
ci porta via…per mano
ascendendo festosa
verso la Luce…piano.

4-5 Novembre 2006

Omaggio a G. Leopardi


TORMENTO  33

E’ forse la tua anima
quell’ardente fiammella
che brucia e traballa
con l’ombra nel muro?

E’ forse la tua vita
quell’agile farfalla
con mille colori
che danza tra i fiori?

Son forse nel tuo cuore
quell’ansia e quel frastuono
che non ti fa gioire
e ancor più soffrire?

Anima sola e triste
unisci a me il tuo pianto
spenta è l’anima mia…
uniamo il nostro canto.


Milano 11 Ottobre 2007



Calogero Di Giuseppe

IL SORRISO DELLA LUNA   34

Sei più bella quando
Il tuo volto umano,
Nell’azzurro cielo,
Schiara sorella Terra
Ed il suo travaglio
Eterno…mistero
Nelle menti chiuso.
Sorridi…oh Luna.
Sei più bella stando
Sulle dune eterne
E fai, con dolce luce,
Più certo il passo errante
Che barcollando forma
Impronte al suo cammino.
Sorridimi stasera.
Sei più pietosa e dolce
Quando sussulta il cuore…
Regina tra le stelle,
Dicendo tante cose
Che dir vorrei…oh cara
Sempre a Lei…solo a Lei.
Sorridi oh Luna.
Celo in me dolce amore…
E nella mente un velo
Non mi fa più pensare…
Mia pura e dolce Luna,
Quanta amarezza in solitario canto,
Vagabonda eco della mia sfortuna,
Non piangere…dolcissima pia Luna.
Sorridimi stasera,
Nessuno vede il canto
Che verso in ogni dove
Gli occhi m’abbaglia il male…
E a te, di giorno, il Sole
Il volto ti nasconde
Crescendo in me  dolore.
Sorridi …mia compagna…
Luna.
7 Ottobre 2008
Omaggio a G. Leopardi



D’ERICE AFRODITE      35

Non guardare il mio tutto
in penombra stasera...
statuario si erge,
presso l’ardente letto,
per ricordarsi a Te
in piena luce...ansante.

Uguagliar nessun mai
Potrà... questo mio corpo.
Sciogli i muscoli miei
pietre di sole ambrate...
leviga con le mani.
là dove m’assapori...
quel che vorresti in Te.

Per piacerti...son tuo...
corpo a corpo ti voglio...
mia guida nell’amore.
Per sfinire... e morire...
per morire e sfinire...
Ire...ire...ire...ir....e.

Milano 7 Maggio 2009


Calogero Di Giuseppe


SMARRIMENTO   36

Cresce e sempre cresce
quest’ansia nel cuore...
dove vai mia anima?
farfalla che voli...
impazzita pazza.

Che vaghi nel diluvio della vita?
cerchi e ricerchi...ma cosa, vuoi Tu?

Tu... falena nella notte smarrita,
forse cerchi calore nel tuo sogno,
nella lontana luce, fioca fioca,
o di perdere nel buio la speranza.

Cresce e sempre cresce
quest’ansia... d’amore
dove vai...mia anima
dolore che vola
senza compagnia?

Una gazza ladra
Ci ha divelto il cuore.


7 Giugno 2009

Omaggio a G. Leopardi


Calogero Di Giuseppe


GLI OCCHI  DI  LARA    (1               37

Che tristezza stasera...
innocente mia Lara.
Tutti ho amato io,
nessuno ama me...
Solo, con qualche verso
lenisco il mio dolore,
non s’accontenta l’anima.
Piangono gli occhi e il cuore.

E tu manina bella
mi stringi il dito forte...
ma che ne sai, mia cara
quanto bene mi fai.

Il nonno piange e tu
Lo guardi... e non lo sai.

1) Lara a quattro mesi.

2 Aprile 2010
31
Calogero DI Giuseppe


IN CERCA DELL’ANIMA    38

Un frenetico andare dell’anima
Alla deriva...
Tra opere e pensieri...
Sempre in tumulto.

Con gli occhi senza lacrime... languenti.

Con l’anima senza corpo
E il corpo senza l’anima.

Ormai... l’unico fesso
A po e ta re in questo
Lurido, crudo mondo.

Torna dolcezza torna
Risplenda nei miei occhi
Ancora
La perduta speranza.

Per la seconda parte:
SINTETICA SILLOGE
Leggi giù giù dove c'è scritto HOME PAGE
clicca su  POST PIU' VECCHI.
Grazie. Calogero




















































































VERSO LAMPEDUSA

V E R S O L A M P E D U S A

Calogero Di Giuseppe

Donare se stessi ... è questo che dovrebbero fare tutti i Poeti.

Soprattutto amare tutto e tutti. Non bisogna essere per forza santi... ma essere coerenti con la sensibilità della “espressione dell’anima”, chiamata Poesia.

Non si può essere poeti e infischiarsene del prossimo.

Migliaia di disperati scappano verso il mare per la Libertà e la trovano nei fondali del mare...

o prima ancora nell’arsura dei deserti.

Questo mi suggerisce la poesia della sensibile amica

Luisa Colnaghi.
..............
Arrivati alla spiaggia
lacerati nel corpo
con l'animo vuoto
sono sfuggiti alla tempesta
la lingua straniera
tradita nel ricordo
… fame, freddo
del tempo coloniale
scaldati al fuoco di Dio
dividiamo il nostro pane
Sanfrancesco ha donato
veste e mantello
ha parlato al lupo
.....
27 maggio 2011Luisa Colnaghi

L'ITALIA S'E' DESTA



L’ITALIA SE DESTA





DAL 13 Giugno scorso il “Tricolore” della nostra Bandiera è più pulito. Splende di più. Si è liberato dal grigiore in cui l’avevano infangato alcuni cittadini italiani. I veri italiani non sono un popolo di ladri o puttanieri. È naturale che in una nazione vi siano delle minoranze di farabutti e degli avanzi di galera che, spesso, sopprimono i bisogni dei cittadini esemplari.



ORA L’ITALIA S’È DESTA ...



lo dimostrano gli ultimi tre eventi elettorali democratici. Finalmente l’Italia ha riscattato il proprio onore con un Nuovissimo Risorgimento Italiano". La spazzatura è ancora al potere: diamoci da fare con una scopa nuova.



Vigiliamo e non fidiamoci di nessuno.



Calogero





AUTORI OSPITI

Pioltello, Via George Bizet, Musicista

I GRANDI UOMINI

......................

PEPPINO IMPASTATO

Giuseppe Impastato è uno dei grandi eroi sacrificatosi per la dignità della Sicilia e per riscattare la dignità di ogni uomo degno di tale nome. Ha lottato contro la mafia di cui “il padre ne era componente”. La verde città di Pioltello gli ha dedicato uno dei suoi grandi giardini pubblici per bambini, in via George Bizet proprio davanti ai plessi delle scuole elementari e medie. Nel cippo che lo ricorda si può leggere una delle sue poesie sottoscritta.

Lunga è la notte

e senza tempo.

Il cielo gonfio di pioggia

non consente agli occhi

di vedere le stelle.

Non sarà il gelido vento

a riportare la luce

né il canto del gallo,

né il pianto di un bimbo.

Troppo lunga è la notte

senza tempo

infinita.

..................................................................

Ai prepotenti d’Italia, “Poetica Onestà” ricorda che sono ad un passo dalla morte: fisica e morale.

Neanche i vermi potranno sopportare la loro anima puzzolente.

Calogero