L'ESPRESSIONE DELL'ANIMA

Calogero Di Giuseppe
Dal mio primo libro di Poesie
L'ESPRESSIONE DELL'ANIMA
Milano 1969
Calogero Di Giuseppe  
 

Vedi…
ci sono lacrime di gioia
in quella nube,
accumulate dal vento.
un giorno cadranno
e sapranno di pianto.
anche la gioia è sogno.
          18 Aprile 1967 Garbagnate
……………………………………

Calogero Di Giuseppe

LA FIAMMA

Ritorna la fiamma.
ancora di sera…
Quando nel cuore
struggente
vibra una voglia
d’affetto
nel tragico
deserto
di un mondo senza amor.
             15 Luglio 1967  Milano
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Calogero Di Giuseppe


senz’alito d’amore
come l’ultima foglia
d’un tardo autunno,
cerca una vetta l’anima tua
e, nell’ascesa in se vuol sommergere
un traviato vivere di futili cose.
la pietà dell’inverno
lascerà per l’aprile
un più dolce gioire
e un fiore per te.
Milano 11 Agosto 1967.
………………………



nemmeno i miei fratelli
neanche mio padre.
e mia madre!? Forse…

dirà che mi ha creduto
solo allora saprà chi sono
solo allora saprò chi sono.

3 Maggio 1967 Milano
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Calogero Di Giuseppe
 

Aggiungo quest’anello di gioia
alla catena dei giorni felici.
Ti batte il cuore al ritmo del mio.
Penserò costantemente,
questo lieto palpitare
d’una comunione d’anime.
25 Giugno 1967 Milano
……………………………
Calogero Di Giuseppe


Un viluppo di orme
rimane sulla sabbia;
l’infinito giuoco delle onde
non cancella l’ombra dell’amore
che fu nostro: momento
che ci sfugge nel tempo.
Il rumorio delle onde brumose,
l’ululare del vento
e l’inquietudine della vita
lasceranno quelle orme.
Un viluppo di baci,
mi ridesta nel cuore
l’infinita voglia delle labbra
che non scordan “l’ora del momento”
che fu nostro: ricordo
che ritrovo nel tempo.
I sensi han peccato
e hanno infranto il tutto
dell’eco di ieri
e l’ombra rimane.

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Calogero Di Giuseppe

 MISSIONE LAMPO
(Medio oriente, Giugno 1967)

Ha le ali d’acciaio
la morte…
con atomiche piume,
sta sempre in agguato
con ambizioso
 politico far.
Milano 15 luglio 1967
………………………….
Calogero Di Giuseppe


s’ammucchia in fondo al cuore,
un dolore violento,
come l’arena nel deserto.
e ci vorrebbe così poco
per spazzarlo via:
costante tepore
d’una “vera” compagnia.
Milano 14 Agosto 1967
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Calogero Di Giuseppe


 i tuoi occhi…
e lasciare a quel fuoco
improvviso, asceso dal cuore,
una luce più chiara per me.
Dovrebbero guardarmi meglio
i tuoi occhi…
e scrutare nei miei
i colori nell’ombra d’un cielo
nascosto, tutto solo per te.
          Milano  14 Agosto 1967
…………………………
Calogero Di Giuseppe
 

stroncando ogni vigore…
là…dove la terra arde
al sorgere del sole.
Milano 9 Novembre 1967
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Calogero Di Giuseppe


privo d’ogni armonica forma.
non si legge negli’occhi
la gioia della vita,
né lo sguardo fiorente
del tuo giovane amore.
Nulla si scorge in te
di femminile vanto.
Mia tormentata Saffo!
Come palpita il cuore
per il nuovo Faone…
ne morirà per questo,
ma quando cesserà
 per le terrene cose
negherà ancora lo specchia bellezza?
negherà ancora la folle dolcezza dei palpiti?
L’armonia che ti manca nel seno,
nelle fragili mani, nelle labbra
nel disuguale colore degli occhi
non sarà che un bruttissimo sogno.

Fedele Saffo…
malata fontana
senz’acqua di fonte
che l’aride labbra
mai placherà.
Gocciola…
gocciola…
gocciola
ancora
mania d’amore
e felicità.
          31 Gennaio 1968 Milano
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Calogero Di Giuseppe


ho trovato un’altra spina.
Quante ancor ne troverò?
Nel profumo del vento assopito
è scomparsa la mia vanità.

ma il breve vagare della vita.
        14 Febbraio 1968 Aeroporto Forlanini
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Calogero Di Giuseppe


una meteora, con lo sguardo
non seguirne la scia:
potresti inciampare
nell’imbroglio della vita.
                  Febbraio 1968 Aeroporto Forlanini
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Calogero Di Giuseppe
 
IL TARLO

percorro questo infinito viale.
Non vi è per meta
che sottile speranza.
Ad ogni passo vorrei trovare
l’unico rimedio
per questo tarlo che mi rode dentro
e che fa di me un essere vuoto.
           30 Luglio 1967 Milano
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Calogero Di Giuseppe
 
JULA

si fermano nel mio cielo…
e perché il mio cielo
è piccolo e scuro?
Ne vorrei tanto tanto … per me;
goderlo come fan le rondini
libere, libere nel vastissimo spazio
iridati dai colori di un bellissimo tramonto.
      18 Settembre 1968 Milano
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Calogero Di Giuseppe
 
ESTATE

Domani l’allegria
ti porterà al mare,
prenderà per la mano
la tua gioventù
e con anelli d’affetto e di speranza
legherà la tua vita
a un’infinita gamma di colori.
Le nostre orme sulla sabbia
non saranno insieme;
non ci terrà vicini la nostra ombra
né gioiremo della stessa musica.
 
Ma quando nella notte
il vocìo della spiaggia sarà un ricordo
ti sarò vicino…
cercherai il mio corpo
e tiepida del mio calore
ti scioglierai nell’attimo d’amore.
Così…
ancora una volta
ci sveglierà un’alba inopportuna.
                   1 Agosto 1968 Milano
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Calogero Di Giuseppe
 
IERI, OGGI E DOMANI

ieri.
Nel cuore?! un’immensa luce
oggi.
Un sorriso nell’immenso spazio?
forse…
Ma è di questo che voglio vivere
domani.
7 Ottobre 1968
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Calogero Di Giuseppe

LA FELICITA’

che vertigine grande…
mi freme nelle vene
il senso del tuo affetto.
Col cuore leggero leggero
mi sento in alto
su una vetta.
Ho folle voglia di cantare
non ho più voce in gola…
mi sento in alto
sulla vetta
che paura…che paura
che paura di precipitare.
           9 Ottobre 1968 Aeroporto Forlanini
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Calogero Di Giuseppe
 

Quel giorno…
Nell’incerta luce
d’una gioia sbagliata
cercavi un sorriso…
Avevi nel cuore
un sordo travaglio
carente d’affetto.
Quel giorno…
profondo
immenso…
Fu tutto.
Fu tutto
ma niente
ti resta
se creder
non sai
nel dolce
sorriso
d’un giorno profondo
che dona la luce
all’ombra più scura
di un male che sa
della sfuggita
felicità.
    24 Dicembre 1968  Milano (?)
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Calogero Di Giuseppe


o Trinacria antica…
e le tempeste sfidi
del mar che sotto ti fa dura leva.
Quanta potenza antica
ha il tuo superbo nome.
Ed or fragrante bellezza, rivince
umiliando gli angoli del mondo.
Al menzionar il tuo superbo nome
tremarono i forti
chinando la fronte,
e si trovarono schiavi del tuo io.
Ora della bellezza,
le pagine ti trovi (1)
e tra gli italici pianti l’orgoglio
rinnovi dando ai curiosi rovine.
1)       Ti trovi le pagine di storia e con orgoglio mostri
i ruderi della tua potenza ai  turisti (curiosi).
                           10 Dicembre 1961.

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VERSO LAMPEDUSA

V E R S O L A M P E D U S A

Calogero Di Giuseppe

Donare se stessi ... è questo che dovrebbero fare tutti i Poeti.

Soprattutto amare tutto e tutti. Non bisogna essere per forza santi... ma essere coerenti con la sensibilità della “espressione dell’anima”, chiamata Poesia.

Non si può essere poeti e infischiarsene del prossimo.

Migliaia di disperati scappano verso il mare per la Libertà e la trovano nei fondali del mare...

o prima ancora nell’arsura dei deserti.

Questo mi suggerisce la poesia della sensibile amica

Luisa Colnaghi.
..............
Arrivati alla spiaggia
lacerati nel corpo
con l'animo vuoto
sono sfuggiti alla tempesta
la lingua straniera
tradita nel ricordo
… fame, freddo
del tempo coloniale
scaldati al fuoco di Dio
dividiamo il nostro pane
Sanfrancesco ha donato
veste e mantello
ha parlato al lupo
.....
27 maggio 2011Luisa Colnaghi

L'ITALIA S'E' DESTA



L’ITALIA SE DESTA





DAL 13 Giugno scorso il “Tricolore” della nostra Bandiera è più pulito. Splende di più. Si è liberato dal grigiore in cui l’avevano infangato alcuni cittadini italiani. I veri italiani non sono un popolo di ladri o puttanieri. È naturale che in una nazione vi siano delle minoranze di farabutti e degli avanzi di galera che, spesso, sopprimono i bisogni dei cittadini esemplari.



ORA L’ITALIA S’È DESTA ...



lo dimostrano gli ultimi tre eventi elettorali democratici. Finalmente l’Italia ha riscattato il proprio onore con un Nuovissimo Risorgimento Italiano". La spazzatura è ancora al potere: diamoci da fare con una scopa nuova.



Vigiliamo e non fidiamoci di nessuno.



Calogero





AUTORI OSPITI

Pioltello, Via George Bizet, Musicista

I GRANDI UOMINI

......................

PEPPINO IMPASTATO

Giuseppe Impastato è uno dei grandi eroi sacrificatosi per la dignità della Sicilia e per riscattare la dignità di ogni uomo degno di tale nome. Ha lottato contro la mafia di cui “il padre ne era componente”. La verde città di Pioltello gli ha dedicato uno dei suoi grandi giardini pubblici per bambini, in via George Bizet proprio davanti ai plessi delle scuole elementari e medie. Nel cippo che lo ricorda si può leggere una delle sue poesie sottoscritta.

Lunga è la notte

e senza tempo.

Il cielo gonfio di pioggia

non consente agli occhi

di vedere le stelle.

Non sarà il gelido vento

a riportare la luce

né il canto del gallo,

né il pianto di un bimbo.

Troppo lunga è la notte

senza tempo

infinita.

..................................................................

Ai prepotenti d’Italia, “Poetica Onestà” ricorda che sono ad un passo dalla morte: fisica e morale.

Neanche i vermi potranno sopportare la loro anima puzzolente.

Calogero