17 febbraio 2014

LETTERA AL cittadino GIORGIO NAPOLITANO

Lettera all’ex Presidente della Repubbllica
Esimio Cittadino della Repubblica Italiana ex P.C.I, ora del Partito Qua e Là, ti scrivo quando segue: Sino al giorno del tuo Primo settennato di Presidenza ho tenuto la tua immagine come un “Santo” al posto d’onore il alto del mio blog nello splendore del Quirinale. Appena ho saputo che tu hai accettato il secondo mandato presidenziale, immediatamente, ti ho detronizzato e ti ho subito consigliato di prendere l’aereo più veloce e di andare in quel paese… lontano da Napoli… magari su qualche pianeta sconosciuto! Perché? Lo sai già… ma telo dico lo stesso. Tu hai accettato l’incarico dopo che la “carica dei cento uno parlamentari” traditori si sono permessi di non far eleggere tantissime Persone oneste e capaci come, ne cito solo alcuni: Prodi, Rodotà, Marini,  Bonino e altri che ora non ricordo. Eppure ti avevano giurato in Parlamento, in piedi, di votare uno di loro. Tu avevi promesso che non ti saresti più candidato e presentandoti ancora sei diventato bugiardo e traditore della Repubblica Italiana. Ti hanno mancato di rispetto e tu hai “fatto l’indiano”. Per salvare la Patria?... noooo!...  Per servire i finanzieri internazionali e quelli italiani che hanno affamato i poveri di tutta l’Italia… anche i figli e nipoti di quelli che ti hanno votato quando eri Comunista. Come hai fatto a fare una parabola così oscena che inizia dal P.C. di Stalin, Togliatti a Berlusconi? Come hai fatto a ricevere uno che la Magistratura, ha interdetto da ogni carica pubblica?... Tu, Renzi,  e tutti quelli che hanno manovrato e manovrano contro gli onesti: lavoratori, imprenditori ecc. Ho consultato sei vocabolari e dizionari e tutti concordano quando segue: “Ladro è colui che ruba qualsiasi cosa ad altri”. Il voto è cosa mia me lo hanno regalato Giorgio La Pira e tutti i costituenti di ogni partito della COSTITUZIONE DELLA REPUBLICA ITALIANA CHE io ritengo la migliore del mondo. Tu mi hai rubato il voto Ladro…. Fammi votare ora non nel 2018, Capito? Ladro? Calogero Di Giuseppe Cittadino italiano e Lapiriano!


VERSO LAMPEDUSA

V E R S O L A M P E D U S A

Calogero Di Giuseppe

Donare se stessi ... è questo che dovrebbero fare tutti i Poeti.

Soprattutto amare tutto e tutti. Non bisogna essere per forza santi... ma essere coerenti con la sensibilità della “espressione dell’anima”, chiamata Poesia.

Non si può essere poeti e infischiarsene del prossimo.

Migliaia di disperati scappano verso il mare per la Libertà e la trovano nei fondali del mare...

o prima ancora nell’arsura dei deserti.

Questo mi suggerisce la poesia della sensibile amica

Luisa Colnaghi.
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Arrivati alla spiaggia
lacerati nel corpo
con l'animo vuoto
sono sfuggiti alla tempesta
la lingua straniera
tradita nel ricordo
… fame, freddo
del tempo coloniale
scaldati al fuoco di Dio
dividiamo il nostro pane
Sanfrancesco ha donato
veste e mantello
ha parlato al lupo
.....
27 maggio 2011Luisa Colnaghi

L'ITALIA S'E' DESTA



L’ITALIA SE DESTA





DAL 13 Giugno scorso il “Tricolore” della nostra Bandiera è più pulito. Splende di più. Si è liberato dal grigiore in cui l’avevano infangato alcuni cittadini italiani. I veri italiani non sono un popolo di ladri o puttanieri. È naturale che in una nazione vi siano delle minoranze di farabutti e degli avanzi di galera che, spesso, sopprimono i bisogni dei cittadini esemplari.



ORA L’ITALIA S’È DESTA ...



lo dimostrano gli ultimi tre eventi elettorali democratici. Finalmente l’Italia ha riscattato il proprio onore con un Nuovissimo Risorgimento Italiano". La spazzatura è ancora al potere: diamoci da fare con una scopa nuova.



Vigiliamo e non fidiamoci di nessuno.



Calogero





AUTORI OSPITI

Pioltello, Via George Bizet, Musicista

I GRANDI UOMINI

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PEPPINO IMPASTATO

Giuseppe Impastato è uno dei grandi eroi sacrificatosi per la dignità della Sicilia e per riscattare la dignità di ogni uomo degno di tale nome. Ha lottato contro la mafia di cui “il padre ne era componente”. La verde città di Pioltello gli ha dedicato uno dei suoi grandi giardini pubblici per bambini, in via George Bizet proprio davanti ai plessi delle scuole elementari e medie. Nel cippo che lo ricorda si può leggere una delle sue poesie sottoscritta.

Lunga è la notte

e senza tempo.

Il cielo gonfio di pioggia

non consente agli occhi

di vedere le stelle.

Non sarà il gelido vento

a riportare la luce

né il canto del gallo,

né il pianto di un bimbo.

Troppo lunga è la notte

senza tempo

infinita.

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Ai prepotenti d’Italia, “Poetica Onestà” ricorda che sono ad un passo dalla morte: fisica e morale.

Neanche i vermi potranno sopportare la loro anima puzzolente.

Calogero