STORIA DELLA LETTERATURA ITALIANA.

DA FEDERICO SECONDO IN POI
In allestimento
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I GIGANTI DELLA LETTERATURA ITALIANA       
I GIGANTI DELLA LETTERATURA: in ordine alfabetico: inizio dalla lettera V da sotto in su.
DA DANTE IN POI
Vittorio ALFIERI…1749- 1803/  Ludovico ARIOSTO…1474-1533/ Giovanni  BOCCACCIO…1313-375/ Giosuè CARDUCCI...1835-1907/ Gabriele  D’ANNUNZIO…1863-1938/  DANTE Alighieri -1265-1321/ Ugo FOSCOLO…1778-1827/ Carlo  GOLDONI…..1707-1793/  Giacomo LEOPARD…1798-1837/       Niccolò MACCHIAVELLI…1469-1527/  Alessandro  MANZONI…1785-1873/  Giovanni PASCOLI…1855-1912/  Francesco PETRARCA..1304-1374/ Luigi PIRANDELLO/…1867-1936/  Torcato TASSO….1544-1595/  Giovanni VERGA...1840-1922. ...............................................................................................................
Siamo coscienti di non poter approfondire bene i meriti letterari di questi geni della letteratura! Ci proponiamo di ricordare ai nostri lettori che leggerli, ci si rinfranca la memoria, lo spirito e i vari sentimenti ritrovando nelle loro opere ciò che occorre per essere degni di vivere col " cosciente sapere". Calogero Di Giuseppe.
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Premio Nobel per la Letteratura:
le sue opere teatrali sono tra le più rappresentate nel mondo.


LUIGI PIRANDELLO
Biografia
Luigi Pirandello è nato ad Agrigento nel 1867 ed è morto a Roma nel 1936. E' uno degli scrittori più importanti del nostro secolo, perché rappresenta le ansie e le angosce degli uomini contemporanei. Dopo essersi laureato a Bonn (Germania) ritorna in Italia dove fu giornalista fino a quando una grave crisi economica lo costringe ad insegnare. Nella sua vita ci fu pure la tragedia di una grave malattia della moglie che fu chiusa in una casa di salute, ma che lo tormentò per molti anni con la sua gelosia. Pirandello lasciò l'insegnamento e creò una compagnia drammatica con cui viaggiò in Europa e in America. Ha avuto il premio Nobel per la letteratura. Luigi Pirandello fu poeta, narratore e drammaturgo. La sua poesia iniziale ci fa ricordare il verismo del
Verga; conobbe una grande fama soprattutto con il dramma che lo fece dominare anche nel teatro italiano ed europeo dopo la prima guerra mondiale. Pirandello scrisse sette romanzi e più di duecento novelle, riunite sotto il titolo - Novelle per un anno -. Sono più importanti le novelle in cui Pirandello va al di là del verismo, che ormai ai suoi tempi era diventato un'arida e fredda rappresentazione, mentre lui analizza i nuovi personaggi in modo umoristico per mezzo del quale i fatti umani si trasformano in ansiosi casi umani. I romanzi si possono considerare come novelle più lunghe in cui Pirandello parte da un fatto per riflettere con la ragione su quel fatto stesso e a volte in quest'analisi cerebrale, razionale è stata vista la mancanza di poesie. Fra i romanzi ricordiamo - L'esclusa, Il fu Mattia Pascal, Uno, nessuno, centomila, I vecchi e i giovani (politico).

Clicca qui per saperne di più http://www.riflessioni.it/enciclopedia/pirandello.htm  
William Shakespeare - Re Lear
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 TORCATO TASSO (1544-1595)http://es.wikipedia.org/wiki/Torquato_Tasso
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Torquato Tasso procedía de una noble familia originaria de Bérgamo. Su padre era el poeta cortesano Bernardo Tasso, por entonces al servicio del príncipe de Salerno, y su madre, Porzia dei Rossi. Sus primeros años los pasó en Nápoles, donde se educó con los jesuitas. A los diez años, en 1554, siguió a su padre a Roma. La madre de Tasso, que había permanecido en Nápoles, murió dos años después, en febrero de 1556. En septiembre de ese mismo año, Bernardo Tasso pasó al servicio de Guidobaldo II, duque de Urbino, y envió a su hijo a Bérgamo. Al cabo de pocos meses, el futuro poeta se reunió con su padre en Urbino, y luego marchó a Pésaro, donde completó su educación, siendo compañero de estudios del hijo del duque.
A principios de 1559, Torquato se reunió con su padre en Venecia. En 1560 se instaló en Padua, donde estudió filosofía y retórica y compuso su obra Rinaldo (1562), poema caballeresco en octavas. De esta época data también el primer borrador de su Jerusalén liberada. Más adelante, continuó sus estudios en Bolonia, pero fue expulsado de la ciudad a causa de ciertos poemas satíricos. Regresó a Padua, donde continuó estudiando, y donde formó parte de la informal Academia degli Eterei (Academia de los Etéreos), con el sobrenombre de Pentito (Arrepentido...
Per saperne di più clicca  sotto il titolo oppure sulle parole verdi.
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GIOVANNI VERGA
Il grande scrittore siciliano nasce il 2 settembre 1840 a Catania (secondo alcuni a Vizzini, dove la famiglia aveva delle proprietà), da Giovanni Battista Verga Catalano, discendente dal ramo cadetto di una famiglia nobile, e da Caterina di Mauro, appartenente alla borghesia catanese. I Verga Catalano erano una tipica famiglia di "galantuomini" ovvero di nobili di provincia con scarse risorse finanziarie, ma costretti a ben comparire data la posizione sociale. Insomma, il perfetto ritratto di una tipica famiglia uscita dai romanzi di Verga.
Non manca al quadro la lite con i parenti ricchi: le zie zitelle, le avarissime "mummie" e lo zio Salvatore che, in virtù del maggiorascato, aveva avuto in eredità tutto il patrimonio, a patto che restasse celibe, per amministrarlo in favore anche dei fratelli. Le controversie si composero probabilmente negli anni Quaranta e i rapporti familiari furono in seguito buoni come rivelano le lettere dello scrittore e la conclusione di un matrimonio in famiglia tra Mario, il fratello di Giovanni detto Maro, e Lidda, figlia naturale di don Salvatore e di una contadina di Tèbidi.
Compiuti gli studi primari e medi sotto la guida di Carmelino Greco e di Carmelo Platania, Verga segue le lezioni di don Antonino Abate, poeta, romanziere e acceso patriota, capo di un fiorente studio in Catania. Alla sua scuola, oltre ai poemi dello stesso maestro, legge i classici: Dante, Petrarca, Ariosto, Tasso, Monti, Manzoni e le opere di Domenico Castorina, poeta e narratore di Catania, di cui l'Abate era un commentatore entusiasta.
Nel 1845, a causa di un'epidemia di colera, la famiglia Verga si trasferisce a Vizzini quindi nelle sue terre di Tèbidi, fra Vizzini e Licodia. Qui termina di scrivere il suo primo romanzo, iniziato nel 1856 a soli quindici anni, "Amore e Patria", che al momento non viene però pubblicato per consiglio del canonico Mario Torrisi, di cui il Verga fu alunno. Per desiderio del padre si iscrive alla facoltà di legge dell'Università di Catania, senza dimostrare tuttavia molto interesse per gli studi giuridici, che abbandona definitivamente nel 1861 per dedicarsi, incoraggiato dalla madre, all'attività letteraria.
Cerca nel web altri dati (Google-Wikipedia)
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*       GIOVANNI VERGA                
*       DIDATICA E APPUNTI PER ALTRI SITI
*        Biografia di G. Verga del prof. R. Crosio dell'ITCG CAVOUR di Vercelli
*       Il Verismo e la vita di Verga  di skuola.net
*       Verga dal blog "Nuovi spazi per apprendere" della professoressa Paola Della Lucia
*       Giovanni Verga testi on line di opera omnia
*       Verga testi on-line di classici italiani
*       Giovanni Verga e il verismo  di Appunti e ricerche
*       Unità didattica su Cavalleria rusticana: dalla novella di Verga al libretto per Mascagni
*       dal sito Didacta della prof.ssa Luisa Nardecchia
*       Giovanni Verga e la narrativa verista  della prof.ssa Luciana Martinelli, Università di Cassino
*       Verga, Giovanni (1840-1922) di italialibri
*       Pirandello su Verga
*       Giovanni Verga di Roberto Listrani.                         ………………………………………………………………………….
*       Invito alla lettura di Giovanni Verga Zappulla Muscarà Sarah ; Mursia (Gruppo Editoriale)
*       Verga moderno Luperini Romano ; Laterza
*       Storia di una capinera Verga Giovanni ; BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
*       Novelle scelte. Audiolibro. CD Audio Verga Giovanni ; Recitar Leggendo Audiolibri
*       I Malavoglia Verga Giovanni ; Mondadori
*       Mastro don Gesualdo Verga Giovanni ; Einaudi
*       Dal tuo al mio Verga Giovanni ; Rusconi libri.
*       Nota: Essendo Verga un gigante suggeriamo la scelta personale tra le varie arti.                                                       Calogero Di Giuseppe











 

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VERSO LAMPEDUSA

V E R S O L A M P E D U S A

Calogero Di Giuseppe

Donare se stessi ... è questo che dovrebbero fare tutti i Poeti.

Soprattutto amare tutto e tutti. Non bisogna essere per forza santi... ma essere coerenti con la sensibilità della “espressione dell’anima”, chiamata Poesia.

Non si può essere poeti e infischiarsene del prossimo.

Migliaia di disperati scappano verso il mare per la Libertà e la trovano nei fondali del mare...

o prima ancora nell’arsura dei deserti.

Questo mi suggerisce la poesia della sensibile amica

Luisa Colnaghi.
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Arrivati alla spiaggia
lacerati nel corpo
con l'animo vuoto
sono sfuggiti alla tempesta
la lingua straniera
tradita nel ricordo
… fame, freddo
del tempo coloniale
scaldati al fuoco di Dio
dividiamo il nostro pane
Sanfrancesco ha donato
veste e mantello
ha parlato al lupo
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27 maggio 2011Luisa Colnaghi

L'ITALIA S'E' DESTA



L’ITALIA SE DESTA





DAL 13 Giugno scorso il “Tricolore” della nostra Bandiera è più pulito. Splende di più. Si è liberato dal grigiore in cui l’avevano infangato alcuni cittadini italiani. I veri italiani non sono un popolo di ladri o puttanieri. È naturale che in una nazione vi siano delle minoranze di farabutti e degli avanzi di galera che, spesso, sopprimono i bisogni dei cittadini esemplari.



ORA L’ITALIA S’È DESTA ...



lo dimostrano gli ultimi tre eventi elettorali democratici. Finalmente l’Italia ha riscattato il proprio onore con un Nuovissimo Risorgimento Italiano". La spazzatura è ancora al potere: diamoci da fare con una scopa nuova.



Vigiliamo e non fidiamoci di nessuno.



Calogero





AUTORI OSPITI

Pioltello, Via George Bizet, Musicista

I GRANDI UOMINI

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PEPPINO IMPASTATO

Giuseppe Impastato è uno dei grandi eroi sacrificatosi per la dignità della Sicilia e per riscattare la dignità di ogni uomo degno di tale nome. Ha lottato contro la mafia di cui “il padre ne era componente”. La verde città di Pioltello gli ha dedicato uno dei suoi grandi giardini pubblici per bambini, in via George Bizet proprio davanti ai plessi delle scuole elementari e medie. Nel cippo che lo ricorda si può leggere una delle sue poesie sottoscritta.

Lunga è la notte

e senza tempo.

Il cielo gonfio di pioggia

non consente agli occhi

di vedere le stelle.

Non sarà il gelido vento

a riportare la luce

né il canto del gallo,

né il pianto di un bimbo.

Troppo lunga è la notte

senza tempo

infinita.

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Ai prepotenti d’Italia, “Poetica Onestà” ricorda che sono ad un passo dalla morte: fisica e morale.

Neanche i vermi potranno sopportare la loro anima puzzolente.

Calogero