4 giugno 2012

SINTETICA SILLOGE

SINTETICA SILLOGE
( 1961-2009)

IL SASSO    39

Seduto me ne stavo sopra un masso
ad ammirar le tacite pinete
ed a sentir del Brenta il cupo chiasso
nel mormorar le cose più segrete.

Scorsi non lungi un gran burrone alpino
e con la folle voglia di guardare
mi sporsi… e vidi un sasso lì vicino
lo presi per lasciarlo rotolare.

Ed ecco che pian piano, gira e gira…
su pietre sbatte, salta, sbalza e va…
un tronco schianta…forte si rigira,
e giù nel fondo tonfa e se ne sta.

Ad imitar quel sasso, il cuor mi batte
urtando tra le pene e tra gli affanni.
Dalla passata vita sopraffatte
son le speranze all’avvenir degli anni.

Luglio 1961 Foza
Calogero Di Giuseppe
ALLA MIA TERRA     40


Cullata dalle varcate acque dormi
o Trinacria antica…
e le tempeste sfidi
del mar che sotto ti fa dura leva.
Quanta potenza antica
ha il tuo superbo nome.
Ed or fragrante bellezza, rivince
umiliando gli angoli del mondo.
Al menzionar il tuo superbo nome
tremarono i forti
chinando la fronte,
e si trovarono schiavi del tuo io.
Ora della bellezza,
le pagine ti trovi (1
e tra gli italici pianti l’orgoglio
rinnovi dando ai curiosi rovine. (2
1)       Ti trovi le pagine di storia e con orgoglio
2)       mostri i ruderi  della tua potenza ai  turisti (curiosi).

10 Dicembre 1961.
                      LA FIAMMA            41
Ritorna la fiamma.
ancora di sera…
Quando nel cuore
struggente
vibra una voglia
d’affetto
nel tragico
deserto
di un mondo senza amor.

5 Giugno 1967  Milano


Calogero Di Giuseppe

S  T  A  S  I                         42
( A Giuseppe Tomaso di Lampedusa )
Io… sono nato dove il tempo passa
stroncando ogni vigore…
là…dove la terra arde
al sorgere del sole.

Milano 9 Novembre 1967

Sintetica Silloge


                IL TARLO           43
Barcollando
percorro questo infinito viale.
Non vi è per meta
che sottile speranza.
Ad ogni passo vorrei trovare
l’unico rimedio
per questo tarlo che mi rode dentro
e che fa di me un essere vuoto.


30 Luglio 1968 Milano



Calogero Di Giuseppe

LA BROCCA ROTTA   44

La brocca è rotta…
si è sparso il contenuto
inzuppando i cocci
che nell’indifferente selciato
sono rimasti qua e là ...grondanti.

Ma io che mi sono dissetato
attingendo l’ideale,
tessendo il filo della vita,
inginocchiato li raccatterò
ad uno a uno
per ricomporla
in un minuzioso mosaico.

(?) 1969 Milano

Sintetica Silloge
I CIPRESSI SANNO 45

Che credi…
che i cipressi ti dicano
del pianto che sanno?!…
Muti nella solitudine
chiudono il dolore altrui
nel proprio “io”
e in fila se ne stanno
lungo il cammino
di un riposo eterno.


13 Marzo 1972 Pioltello


Calogero Di Giuseppe
RESURREZIONE      46

Nel tardo autunno
lasciò l’albero
una foglia.
Si credeva morta.
Una formica
caduta nello stagno
vi si appigliò;
insieme
raggiunsero la riva

6 Luglio 1973 Aeroporto Forlanini


Sintetica Silloge

                                  LA PENNA IMPAZZITA                   47

Oh cara, amata penna.
Quante cose scrivi
fissando il pensiero di chi ti stringe
fra nervose dita?
Quante volte racconti il dolore
quante volte la gioia
quante volte la vita
quante volte la morte?
“Vivi più di una sigaretta”
essa se ne va in fumo
mentre tu versi il tuo sangue
liberando il cuore
da incontenibili amarezze
da incontenibili gioie.
Da quello che scrivi
dipende la vita, la morte…
Perché il destino
si serve di te umilissima cosa?
Perché senza di te
siamo muti e sconosciuti?
Oh cara, amata penna…
certe volte giri invano
e somigli a l’ape
quando perde l’alveare e impazzisce
scrivendo nell’aria cose
che nessuno legge,
che nessuno sa,
solo l’impulso del cuore
potrà decifrare
la pazza, pazza corsa
nell’immensità.

8 Febbraio 1979 Aeroporto Forlanini
Calogero Di Giuseppe


TIMIDEZZA    48


Accarezza le foglie il tenue vento,
Giganteschi platani adornano il mio corpo…
E il mio sguardo vede luccicare
Le tremule foglie lontane:
Piccole scintille di luce.

Così, quando ti vedo apparire in fondo
A questo mio carissimo viale,
Un brivido di timida dolcezza
M’illumina…e anch’io tremo
E piango di gioia…ma dura poco.

Io non so parlare, ho il cuore da poeta;
Si chiude la gola e non respiro,
Mentre i tuoi occhi non s’accorgono
Che piango per te, e non sai… non sai
Che io…che io…

25 Maggio 1979


Sintetica Silloge

A N S I A      49


Ma che cos’è quest’ansia che mi turba?!…
Tenue dolore il petto mi comprime
Si da sentirmi male e di morire
Come pianta senz’acqua…lentamente
Sotto l’afa del sole.

Ma che cos’è quest’ansia che mi turba
Se non pensieri dedicati a te.

Ma che cos’è quest’ansia che mi brucia
Se non un desiderio…
Desiderio d’amore,
Della luce dei tuoi occhi bellissimi
Che nell’azzurro della fantasia
Mi illuminano…dolcissima fata
E mano nella mano
Felice mi conduci
Vagando…
Nel nulla d’una dolce immensità.

30 Ottobre 1979

Calogero Di Giuseppe

A PALPEBRE CHIUSE     50


A palpebre chiuse
in un desiderato riposo
e in cerca di una
impossibile quiete
una sequenza di idee,
corredata da immagini,
mi fingo…
e nel considerare nulli
gli affanni terreni,
senza l’ardore
di una fiamma che brucia,
vado in cerca degli altri
e di me…
e del mio andare
per questo mondo
pieno di rovi
e di “lamiere aguzze”.
Vado in cerca sempre di più
di un altro possibile amore
che mi porti insieme
ad altre creature
nello spazio di Dio.

10 Settembre 1987

Sintetica Silloge

L’ECO NON E’   51


Se nella sera t’immergi
In mille vette di cielo
Con cirri d’oro nel vento
E senti il canto d’amore
Più volte piano svanire
E più forte tornare
L’eco non è…

È il mio grido
Come onda nel mare
Andare e venire
Morire e gioire
D’amore per te.

Se nella notte ti grida
La voce dolce e sottile
Con mille suoni gemendo
Più volte piano implorare
E più forte tornare
L’eco non è …

È il mio grido
Come onda nel mare
Andare e venire
Morire e gioire
Sperando di te

È una finestra
Il mio cuore.
Tu sei la rondine
Che fa primavera.

Pioltello 22 Novembre 1995


Calogero Di Giuseppe

 GAUDIUM MAGNUM    52

Cicloni e tempeste
cessarono…
e tacque il mare.

Posò la sabbia il vento…

Le dune ornarono il deserto.
Ombre d'0asi
pozzi d'acque chete
canto di pastori
prepararono il tramonto.

Un letto d'arena accolse il sole.
Infiniti colori
accolsero la sera.

Tutti gli uccelli cantarono La Notte.
Colorarono il cielo gli angeli
e nel blu spuntarono
comete e stelle.

Glaciale notte
e vitale silenzio.
Un bagliore immenso:

nella notte si posò  LA LUCE.

Nacque Gesù
di Dio rosea carne.
E fu
ed è così
nei secoli.
Amen.

24 Dicembre 1996.

Sintetica Silloge

                    VERONICA             53


Non aspettare che passi
Un altro Messia
Per lenire col panno
Il dolore di un volto
Di sangue impregnato.

Là nell’angolo c’è
C’è un uomo drogato
Un volto senza nome
Di dignità privato.

Col tuo panno dell’amore
Detergilo donna…
Tienilo in grembo
Che spiri sul calvario
Con un cuore sopra il cuore.

7 Aprile 1997

Calogero Di Giuseppe

                   L’ARCA                 54


Poesia
Arca salvatrice
Ove naufraghi
Noi ci appigliamo
Da sempre ai bordi
Senza mai salire
Lambiti da squali
E mai divorati.

20 Maggio 1997.
Sintetica Silloge

À N C O R A       55



È cariatide l’anima mia
Il tempio che porta
A Te dedicato,
Amore mio grande,
Perenne nei secoli
Va al di là dalla morte.

E Tu, fior dei fiori,
Luce, della luce
Dammi ancòra pace
Posa il tuo polline
Su quest’ultimo fiore…

Àncora d’amore.

12 e 13 Settembre 1997 Imbersago - Pioltello

Calogero Di Giuseppe

                                         AD ALDA MERINI                                 56


Tu
Bellissima anima
Che disegni versi
Come petali
Di coloratissimi
Fiori…

Tu
Corpo che veste,
Arso dal dolore,
Un magnifico scrigno
Dove sta l’anima
Tra petali d’amore.

Tu
Che in alto voli
Scruta questo mare
D’uomini finti
Mentr’io umile spugna,
Assorbo il tuo dolore.

20 Settembre 1997

Sintetica Silloge

                                   L’ACCENTO                            57

E' tutto sul verbo Essere
Il mio discorso…il Tuo
Pensare che l'Essere
appena nato
comincia a morire:
l'accoglie un tumulto di cose
finite e infinite.
Aperte…
ad un mistero profondo
o alla luce fulgente.

E' tutto sul verbo Essere
Il mio discorso…e il Tuo?
Coniugando Io sono
vien fuori egli è.

Ma se togli l'accento
t'accorgi che noi (non) siamo
non possiamo avere, quindi…

Nulla eravamo
e niente siamo.
E' tutto sul verbo (non) Essere
Il nostro discorso
è l'Io che soccombe…
quel che rimane
l'accento
può prenderselo la Morte
perciò coniugazione tra il Nulla
l'Essere e l'Eterno.

1) L'uso frequente della vocale e è voluto.

25 Novembre 1999
Calogero Di Giuseppe


CARBONIO       58

Al primigenio Caos
Si ribellò la terra
e… … … … … …
volle sfidare l'aria
chiudere il fuoco nei vulcani

Calamitare l'acqua
segnare il Nord…
al regno animale
vagare nello Spazio…

Così fecero pianeti e stelle.

Volle sorridere alla Notte
la bellissima luna.

Il sole tramutare i gas
in splendidi colori.

E tu Carbonio
fai di tutto
per ritornare al Caos.

Pioltello 20 Gennaio 2000.


Sintetica Silloge


                       A N G E L I             59

Me l'hanno detto
quei monelli,
figli di mia figlia…

nonno…

E da quell'attimo
librarsi li vidi
dietro la nebbia
del pianto,
angeli senz'ali,
volare nelle stanze.


Milano 2 Febbraio 2004

53

Calogero Di Giuseppe


SARO’ ANGELO                  60

Vedervi ìlari garrire,
usignoli nipoti,
toccare ogni cosa
chiedendovi cos’è
mi gioisce il cuore…
Oh indole curiosa
d’Uomini futuri
e precoci bimbi.

Io ero voi,
non ricordo come…

Quando non sarò
che una foto,
sul muro o sulla tomba,
ricorderete il nonno
credendomi gia morto.

Saro angelo…invece
Rinato… e tornato
accanto a voi…
vigilando...planando...

17 Febbraio 2006

Sintetica Silloge

I L   P U N T O                       61
(di Partenza e d’arrivo)


In ogni forma le ossa
sepolte insepolte
rappresentano i vivi

e questi si muovono
con passi da zombie
vagando...
verso la siepe.

Barriera sicura
per chi vuole sapere.

Dunque traballa
homo sapiens.

E' il tuo destino
il punto.
27 Febbraio 2006

Calogero Di Giuseppe

                 A  N  E  L  I  T  O                  62

Non sono misera carne
che nel tempo marcisce
ma vita…che s’alza
con ètere di rosa
alato profumo…
impazzita vola
strappata dal corpo
in cerca d’Amore.

Milano 18 Marzo 2007


Sintetica Silloge


SEMPRE VERDE             63

Le parole son foglie

Cadon ovunque
quando son secche,
fa mucchi il vento
o li dissolve.

L’albero sempreverde
a sé le tiene forte
accompagnando il frutto
fin quando muore il fiore.

Si stacca qualche ramo
stanco…
del ricambio perenne
al mutevol fogliame.

Così …parole e voglie
cambian l’anima mia.

Arida un giorno…
e morta…l’altro.

Fa sempre verde l’alba,
non conosce tramonto…
è sempre viva in me
la dolce Po-e-Mia. (1


1) Poetica “personale”.
8 Ottobre 2007

Calogero Di Giuseppe
COME UN SOGNO   64
(Troppa luce)

In ciel volando va…l’anima mia,
pazza di gioia…gioca e poi riposa
le tenere ali su cirri già rosa
del primo mattino.

L’azzurro silente l’accoglie danzante,
nell’andare tra la Luce più bella
che splendendo l’abbaglia…
la consiglia a tornare
e su te riposare.

1 Febbraio 2008

Sintetica Silloge

                   O   A   S   I     (1           -65

Con testa…con penna
Vomere profondo…
Rivoltar la Terra
Polvere dell’Uomo

Letame e peccato
D’essere marciume

E seminar Dante
Rifiorir la mente.


!) Leggendo Flavio vacchetta: Che significato affidare alla poesia oggi.

4 Marzo 2008

Calogero Di Giuseppe

ALGIDO ABBRACCIO     66

Amata… amore…
Tra croci e cipressi
Scultorea Tu stai …
In rigido marmo
Che preme sul cuore,
Col peso degli anni
Dall’algida ara
Della mia sostanza.

Nel glaciale silenzio
Statiche son le stelle
Non brilla in esse luce…
E la nascente luna
È triste ancor…per me.

Potesse il sol domani
Svegliarti, dal tuo
Marmoreo sonno…
Per ridarti a me…
Dalla tua fossa
Alzarti…viva…
Risuscitarmi…
Ancora,
Con un abbraccio
Per sempre vivere
O……………………
Seppellirmi…in Te!...

1 Aprile 2008

Sintetica Silloge


E  G  O   S  U  M                            67
(Il male supremo)

Chissà se quella formica
che raccoglie ogni cosa
e l’ammucchia nella casa
dell’opera è cosciente.

Che poi…alla fin fine,
finita la sua cena
più non esige…niente.

L’Uomo sa…quel che fa…
aggredisce…ghermisce,
ruba…
l’infimo… animale.

Non solo per mangiare
ma per poter strafare,
sfogando col pensiero
l’ego sum naturale.

Il sacco sale…sale
poi si affloscia…giù cade,
nell’arco della vita.

Bestia!...
Tu…
hai perso la partita.

Mussomeli 21 Agosto 2008

Calogero Di Giuseppe
NON SONO PIU ME   68

Ora si parla di ormoni
Ma … ignorante com’ero
Sapevo appena fiatare,
Respirando Primavera,
Con giovanili polmoni.

Col pene in tumulto, il cuore
Gia l’altro sesso anelava…
Sì, quelle grazie divine
Dal rigoglioso lor seno:
Eran tutto il mio sapere.

Ora soffi senili
Con l’affanno d’amore
Rileggo la mia vita
Già pagina sbiadita…
E… non sono più me.

Mussomeli 30 Agosto 2008

Sintetica Silloge

                        ANGOSCIA               69

Se mi regge il cuore
stasera ...
ti dirò che t’amo.
Se negli occhi dolci,
leggerò note d’amoroso canto
sarò Omero per cantare...
Orfeo per soffrire...
Romeo per morire!
Nella senilità
un fiore:

Tu
o Morte
Mio tenero dolore.
29 Marzo 2009

Calogero Di Giuseppe


              PAESE VOSTRO (1      70

Paese abbarbicato
In rocce di dolore.
Tetti disuguali
di palazzi e covi,
con finestre e luci...
stille di dolore.

Quella sera di stelle,
con in cielo la luna...
un presepe a me caro
me... poeta rampante,
fece il cuore che ignora,
fonte d’ogni parola...
nei rumori rombanti
dell’ inutile guerra.

Nel cuore sta
filo spinato
ch’avvolse madri
morte d’attesa.
Ora ai cipressi
resta preghiera.

Tra silenti filari
è l’alveare di morti...
una croce soltanto
chiude l’anima mia.

Al sole brilla un fiore
plasticamente solo...
per essere perenne
e.............................
là ricordare chi
donaron me, la vita.

1) Non più dell’autore emigrante.

28 Aprile 2009

Sintetica Silloge

                     L’UNICA ROSA                    71

Mamma... bianca rosa sul mio stelo
recisa lasciasti solo al canto
un cuore morto...per cui la mano
scrive versi di dirotto pianto.

M’avvolse nel dolore
un’unica speranza,
una carezza sola,
una parola nuova
un cenno tuo d’amore.

Se puoi...posami in sogno
ancora la tua mano
sul mio viso...lieve...lieve.
Io sono qui dolente
ad aspettarti...sempre.

Sai...sono nonno ormai...
quella che ha il tuo nome
ha giovani virgulti
e sanno che nel tempo
ci seguiranno, Mamma.

Ciao Mamma, rosa rossa,
tea e bianca...cara fulgente stella.
Salirò sino a Te
Per riposare ancora e...ancora
sull’amico seno, come allora.

10 Maggio 2009


Calogero Di Giuseppe


PER CHI NON VEDE L’ALBA   72
(Leggendo Giorgio Bàrberi Squarotti)

- Guardami ora, mentre mi spoglio nuda:
incomincia la vera metamorfosi
di cui sono capace: la divina
malinconia dell’alba che io sono.

- Egli rispose: A te i miei occhi...cara...
presto la mia Luce ti farà Giorno
e l’umile poeta ancora Sera...
e senza Luna morirai Notte.

Il canto notturno d’un poeta errante”
ha fatto della Morte nudo velo...
e cieco l’Uomo, per la tua bellezza,
della rosea tua pelle più non sa.

Pioltello 10 Ottobre 2009
Note.
La prima strofa è di Giorgio Bàrberi Squarotti, ultimi quattro versi della poesia LA PRONIPOTE DI CIRCE,
ospite della rivista “Vernice” n. 41.Genesi Editrice, Torino. L’accento sulla a di Bàrberi deve essere acuto.
Il verso della terza strofa è ispirato al famosissimo titolo del Leopardi. Omaggio
all’ultimo volo d’un poeta, Nico Orengo 30 Maggio 2009., Torino.


Sintetica Silloge

A PINO, RICORDANDO MARIA (1                73-74

Amico...io nel cielo,
dalla tua casa guardo...
Gia s’imbruna la terra
aspettando la luna.
Qualche stella gia brilla,
dietro il Castello, della  (2
notte segna il percorso.
Il turchese del cielo
si trasforma d’azzurro
nello sfondo del blu,
per adagiare le stelle
nel cielo del poeta.
Anela ancor nel cuore
quel dolce primo bacio,
tremula, rosea bocca
or dolce mio tormento.
Mi piange ancora il cuore...
per quel fanciullo bacio,
fonde d’amore e pianto.

“Scrivi” nelle tue tele
le belle storie umane
colora quella mia
sì da poter vagare,
ape da fiore in fiore
vivendo in armonia
pentagrammando il cielo.

Pino... abete e quercia
mito tra due dee sei:
germogli di Maria,
frutti di buone gemme
sono la loro prole...
stormi di uccelli lieti.

!) Pino Petruzzella, pittore mussomolese. Il castello manfredonico di Mussomeli.
Mussomeli, 8 Settembre 2010.

INDICI

OMAGGIO A GIACOMO      77

AL DI LA DELLA SIEPE...................pagina n
BASTA
CLESSIDRA
COME SAFFO
D’ERICE AFRODITE
DELIRIO
FRA LAMIERE AGUZZE
GLI OCCHI DI LARA
IL CANTO SOLITARIO
IL GUERRIERO STANCO
IL SORRISO DELLA LUNA
IN CERCA DELLA PRIMAVERA
L’INFINITO
L’ULTIMO VOLO
L’URLO
LA FELICITA
LA LUNA INNAMORATA
LA NUVOLA DEL MISTERO
LA VOCE NEL DESERTO
MOTO PERPETUO
PERCHE’
PRISMA
QUAND’ELLA BIANCA
QUANDO L’ANIMA PENSA
SERENITA’  NOTTURNA
SMARRIMENTO
SMERIGLIO
SO CHE NULLA SO
TORMENTO
VANE FOGLIE


INDICE
SINTETICA SILLOGE   78

A PALPEBRE CHIUSE...pagina n......
A PINO RICORDANDO MARIA
AD ALDA MERINI
ALGIDO ABBRACCIO
ALLA MIA TERRA
ÀNCORA
ANELITO
ANGELI
ANGOSCIA
ANSIA
CARBONIO
COME UN SOGNO
EGO SUM
GAUDIUM MAGNUM
I CIPRESSI SANNO
IL PUNTO
IL SASSO
IL TARLO
L’ACCENTO
L’ARCA
L’ECO NON È
L’UNICA ROSA
LA BROCCA ROTTA
LA FIAMMA
LA PENNA IMPAZZITA
NON SONO PIÙ ME
O  A   S  I
PAESE VOSTRO
PER CHI NON VEDE L’ALBA
RESURREZIONE
S  T  A  S  I
SARÒ ANGELO
SEMPRE VERDE
TIMIDEZZA
VERONICA

VERSO LAMPEDUSA

V E R S O L A M P E D U S A

Calogero Di Giuseppe

Donare se stessi ... è questo che dovrebbero fare tutti i Poeti.

Soprattutto amare tutto e tutti. Non bisogna essere per forza santi... ma essere coerenti con la sensibilità della “espressione dell’anima”, chiamata Poesia.

Non si può essere poeti e infischiarsene del prossimo.

Migliaia di disperati scappano verso il mare per la Libertà e la trovano nei fondali del mare...

o prima ancora nell’arsura dei deserti.

Questo mi suggerisce la poesia della sensibile amica

Luisa Colnaghi.
..............
Arrivati alla spiaggia
lacerati nel corpo
con l'animo vuoto
sono sfuggiti alla tempesta
la lingua straniera
tradita nel ricordo
… fame, freddo
del tempo coloniale
scaldati al fuoco di Dio
dividiamo il nostro pane
Sanfrancesco ha donato
veste e mantello
ha parlato al lupo
.....
27 maggio 2011Luisa Colnaghi

L'ITALIA S'E' DESTA



L’ITALIA SE DESTA





DAL 13 Giugno scorso il “Tricolore” della nostra Bandiera è più pulito. Splende di più. Si è liberato dal grigiore in cui l’avevano infangato alcuni cittadini italiani. I veri italiani non sono un popolo di ladri o puttanieri. È naturale che in una nazione vi siano delle minoranze di farabutti e degli avanzi di galera che, spesso, sopprimono i bisogni dei cittadini esemplari.



ORA L’ITALIA S’È DESTA ...



lo dimostrano gli ultimi tre eventi elettorali democratici. Finalmente l’Italia ha riscattato il proprio onore con un Nuovissimo Risorgimento Italiano". La spazzatura è ancora al potere: diamoci da fare con una scopa nuova.



Vigiliamo e non fidiamoci di nessuno.



Calogero





AUTORI OSPITI

Pioltello, Via George Bizet, Musicista

I GRANDI UOMINI

......................

PEPPINO IMPASTATO

Giuseppe Impastato è uno dei grandi eroi sacrificatosi per la dignità della Sicilia e per riscattare la dignità di ogni uomo degno di tale nome. Ha lottato contro la mafia di cui “il padre ne era componente”. La verde città di Pioltello gli ha dedicato uno dei suoi grandi giardini pubblici per bambini, in via George Bizet proprio davanti ai plessi delle scuole elementari e medie. Nel cippo che lo ricorda si può leggere una delle sue poesie sottoscritta.

Lunga è la notte

e senza tempo.

Il cielo gonfio di pioggia

non consente agli occhi

di vedere le stelle.

Non sarà il gelido vento

a riportare la luce

né il canto del gallo,

né il pianto di un bimbo.

Troppo lunga è la notte

senza tempo

infinita.

..................................................................

Ai prepotenti d’Italia, “Poetica Onestà” ricorda che sono ad un passo dalla morte: fisica e morale.

Neanche i vermi potranno sopportare la loro anima puzzolente.

Calogero