18 dicembre 2014

OBAMA E CASTRO PACE FATTA

IL TRIONFO DELLA CHIESA CATTOLICA
LIBERA CUBA COL PENSIERO DI GIORGIO LA PIRA
Gli USA e lo Stato di Cuba non saranno più avversari: lo hanno deciso OBAMA e CASTRO! Gli Stati Uniti metteranno “fine ad un approccio datato” con l’avana allentando il regime delle sanzioni, ha spiegato Obama. Perciò ringrazia Papa Francesco: Ringrazio sua santità Papa Francesco per i suoi sforzi perché il mondo appaia come deve essere”. 18 mesi di trattative L’accordo tra i due paesi storicamente nemici, sfociato mercoledì nella liberazione del contractor statunitense Alan Gross, è frutto di trattative segrete durate 18 mesi, ospitate in gran parte dal Canada e incoraggiate dal Pontefice, che a sua volta ha ospitato un incontro conclusivo in Vaticano in ottobre, ricevendo le due delegazioni. Il primo Papa latinoamericano Il Pontefice è stato l’unico leader, a parte ovviamente i due presidenti Barack Obama e Raul Castro, coinvolto direttamente nel processo. La posizione di Francesco, primo Papa latinoamericano - e non europeo - della Storia - è stata determinante, anche alla luce della tradizione cattolica del paese comunista. Sia Obama sia Castro hanno ringraziato l’uomo, «esempio per il mondo», per la sua mediazione.
Purtroppo lo Stato italiano ha perso ogni credibilità: sia politica che economica e anche morale.
Un popolo succubo dei ciarlatani che spadroneggiano nelle varie trasmissioni radio-televisive.
L’immoralità di certi Reggi microfoni, che si fanno chiamare giornalisti, e altri colleghi corrotti o di parte fanno il resto. Qui in Italia e in tutto il mondo è necessario riprendere il pensiero di Giorgio La Pira: Cominciamo a fare quello che siamo d’accordo e poi dialogando… dialogando faremo il resto se vogliamo la pace veramente.  Questo è in sintesi il pensiero di Giorgio La Pira. http://www.treccani.it/enciclopedia/giorgio-la-pira_(Dizionario-Biografico)/
   QUANDO C'E' LA BUONA VOLONTA'
OGNI ACCORDO E' POSSIBILE!
Karol Wojtyła fu il primo pontefice a recarsi a Cuba. La sua visita nell’isola caraibica, dal 21 al 25 Gennaio 1998, rappresentò un evento epocale della fine del ventesimo secolo. Dopo l’accoglienza calorosa riservata al pontefice dal popolo cubano al suo arrivo, Wojtyła ebbe, Giovedì 22 Gennaio, uno storico incontro con il Presidente cubano Fidel Castro presso il Palazzo della Rivoluzione a L’Avana. Dopo tre giorni intensi e pieni di incontri, il 25 Gennaio 1998 si concluse il viaggio apostolico con la Messa in Piazza della Rivoluzione “Josè Marti” alla quale parteciparono circa un milione di persone. Prima della partenza da Cuba Wojtyła ebbe parole di condanna per l’embargo operato dagli Stati Uniti nei confronti dell’isola: “Ai nostri giorni – dichiarò- nessuna nazione può vivere sola. Per questo, il popolo cubano non può vedersi privato dei vincoli con gli altri popoli, che sono necessari per lo sviluppo sociale e culturale, soprattutto quando l’isolamento forzato si ripercuote in modo indiscriminato sulla popolazione. Accrescendo le difficoltà dei più deboli, in aspetti fondamentali come l’alimentazione, la sanità e l’educazione” Fidel Castro da parte sua, prima della partenza di Giovanni Paolo II, dichiarò:” Sono commosso dallo sforzo che Sua Santità fa per un mondo più giusto. Le nazioni scompariranno, i popoli arriveranno a costituire una sola famiglia umana. Se la globalizzazione della solidarietà che Lei proclama si estendesse a tutta la Terra, e se gli abbondanti beni che l’uomo può produrre con la sua intelligenza e lavoro fossero distribuiti equamente tra tutti gli esseri umani che oggi abitano il pianeta, si potrebbe creare veramente un mondo per loro, senza fame né povertà. Senza oppressione né sfruttamento, senza umiliazioni né offese, dove vivere con piena dignità morale e materiale, in vera libertà; questo sarebbe un mondo più giusto! Le sue idee sull’evangelizzazione e sull’ecumenismo non sarebbero in contraddizione con tutto ciò.”
 
GIORGIO LA PIRA.

VERSO LAMPEDUSA

V E R S O L A M P E D U S A

Calogero Di Giuseppe

Donare se stessi ... è questo che dovrebbero fare tutti i Poeti.

Soprattutto amare tutto e tutti. Non bisogna essere per forza santi... ma essere coerenti con la sensibilità della “espressione dell’anima”, chiamata Poesia.

Non si può essere poeti e infischiarsene del prossimo.

Migliaia di disperati scappano verso il mare per la Libertà e la trovano nei fondali del mare...

o prima ancora nell’arsura dei deserti.

Questo mi suggerisce la poesia della sensibile amica

Luisa Colnaghi.
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Arrivati alla spiaggia
lacerati nel corpo
con l'animo vuoto
sono sfuggiti alla tempesta
la lingua straniera
tradita nel ricordo
… fame, freddo
del tempo coloniale
scaldati al fuoco di Dio
dividiamo il nostro pane
Sanfrancesco ha donato
veste e mantello
ha parlato al lupo
.....
27 maggio 2011Luisa Colnaghi

L'ITALIA S'E' DESTA



L’ITALIA SE DESTA





DAL 13 Giugno scorso il “Tricolore” della nostra Bandiera è più pulito. Splende di più. Si è liberato dal grigiore in cui l’avevano infangato alcuni cittadini italiani. I veri italiani non sono un popolo di ladri o puttanieri. È naturale che in una nazione vi siano delle minoranze di farabutti e degli avanzi di galera che, spesso, sopprimono i bisogni dei cittadini esemplari.



ORA L’ITALIA S’È DESTA ...



lo dimostrano gli ultimi tre eventi elettorali democratici. Finalmente l’Italia ha riscattato il proprio onore con un Nuovissimo Risorgimento Italiano". La spazzatura è ancora al potere: diamoci da fare con una scopa nuova.



Vigiliamo e non fidiamoci di nessuno.



Calogero





AUTORI OSPITI

Pioltello, Via George Bizet, Musicista

I GRANDI UOMINI

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PEPPINO IMPASTATO

Giuseppe Impastato è uno dei grandi eroi sacrificatosi per la dignità della Sicilia e per riscattare la dignità di ogni uomo degno di tale nome. Ha lottato contro la mafia di cui “il padre ne era componente”. La verde città di Pioltello gli ha dedicato uno dei suoi grandi giardini pubblici per bambini, in via George Bizet proprio davanti ai plessi delle scuole elementari e medie. Nel cippo che lo ricorda si può leggere una delle sue poesie sottoscritta.

Lunga è la notte

e senza tempo.

Il cielo gonfio di pioggia

non consente agli occhi

di vedere le stelle.

Non sarà il gelido vento

a riportare la luce

né il canto del gallo,

né il pianto di un bimbo.

Troppo lunga è la notte

senza tempo

infinita.

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Ai prepotenti d’Italia, “Poetica Onestà” ricorda che sono ad un passo dalla morte: fisica e morale.

Neanche i vermi potranno sopportare la loro anima puzzolente.

Calogero