I PERCHE' DELLA MAFIA

Don chisciotte contro i mulini a vento.
E' Calogero! contro i ladri!...
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CHE COS'E' LA MAFIA?
OGGI 16 giugno 2006 INIZIAMO UN PERCORSO MOLTO IMPORTANTE!
Pieno di... perché? 
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La Mafia è di due tipi: 
QUELLA STATALE (visibile) 
e quella "privata" (visibile e invisibile)
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Parleremo anche, più avanti di un mio amico... Eroe famosissimo per aver lottato 
contro la mafia più potente in Sicilia di allora.
 MICHELE PANTALEONE
MAFFIA o MAFIA
(Dall’arabo maehfil, luogo di riunione.) Unione segreta di persone di ogni grado e di ogni specie che si dànno aiuto nei reciproci interessi senza rispetto a leggi né a morale; non sempre la mafia ha per fine il male, ma i mezzi che essa usa sono sempre illeciti; era diffusa un tempo in Sicilia. Fernando Palazzi. NOVISSIMO DIZIONARIO DELLA LINGUA ITALIANA, Milano, CASA EDITRICE CESHINA 1949.
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C’è stato un periodo in cui la mafia era a favore della legalità e contro il sopruso. La povera gente era indifesa e subiva terribili umiliazioni: compreso chi sta scrivendo, per questioni di lavoro. “L’onorata società” aveva delle leggi ferree e bisognava rispettarle: non far male ai bambini, alle donne, non rubare ai poveri. Né ai ricchi senza essere autorizzati. Assolutamente vietato trafficare con la droga.  Se nella ONORATA SOCIETA’ vi erano “Teste calde” che disubbidivano per vari motivi… venivano eliminate immediatamente. Le “nuove mafie” per sete di potere hanno distrutto gradatamente “L’onorata Società nascendo così la mafia dei colletti bianchi. Vi sono stati dei casi in cui i figli si misero contro i padri perché con la droga guadagnavano di più. Per questo, in certi casi, riuscivano per fino ad ucciderli. Alcuni mafiosi nascondevano anche rifiuti tossici come descritto in alcni sceneggiati. Guarda i video della serie LA PIOVRA: c’è di tutto.
 Calogero Di Giuseppe. 
.....................*....................
Continua
I PERCHE’ DA UN MILIARDO DI EURO
Perché se ruba un politico settentrionale, in vari modi, non è ladro? Se invece è meridionale appartiene a qualche mafia? Rubare a un ladro è un furto: ma se il ladro è il Governo con Leggi appropriate? Se versi i tuoi euro negli uffici postali, nei quali ci sono dei privati non ti danno interessi… ma si fanno pagare da chi loro li prestano tassi del 3-4-5-%? Cosa sono? Lo sbarco degli "allegati in Sicilia, sul finire della seconda guerra mondiale, è stato favorito dalla mafia, con accordi tra boss americani e boss siciliani. Io stesso da ragazzino ho visto alcuni mafiosi con le bandiere andare incontro agli allegati con alcuni cittadini. Quindi possiamo dire che gli stati allegati e l'Italia erano mafiosi? 
…………………………..

Continua….
CALOGERO DI GIUSEPPE

M A F I A

I   L     M   A   R   C   H   I   O

Tatuaggio nell’anime oneste.

PoeMie

(Edite ed inedite)  (1

Se giudicare altri esseri è impossibile o arduo, quando si è autorizzati a farlo bisogna essere più che cauti. Non solo…se si giunge al giudizio bisogna essere coscienti che vi è sempre una buona possibilità di sbagliare. Il pregiudizio rasenta la malafede perché si giudica “ per sentito dire”…senza nessuna cognizione di causa. Spesso si giudicano delle persone perché se ne sono conosciute altre consimili, o conterranee, dando per scontato che “tutti sono uguali”, perciò le abitudini, il male o il bene ed il comportamento è lo stesso.
Di conseguenza capita spesso che le brave persone, per esteso, diventano “come gli altri”. Quanto sopra vale per tutti gli esseri umani della Terra …senza alcuna eccezione.
Le persone per  bene che si sentono  in regola con la società in cui vivono spesso, pur soffrendo, si  adeguano…altri invece lottano pur sapendo che ciò che vogliono non si avvererà mai .
Tra queste persone, come  una noiosa mosca, vi è il solito poeta che come il personaggio  de La Patente di Luigi Pirandello diventa un “iettatore”…una persona da evitare per la maggior parte del genere umano.
La metafora di quanto sopra sta nel fatto che ogni siciliano, ovunque vada nel nostro pianeta, porta il Marchio di “mafioso”, come le bestie portano quello del branco di appartenenza.
Di luoghi comuni simili ve ne sono tanti…anzi, innumerevoli, abbastanza da confondere chiunque: anche i cosiddetti intellettuali. Non esenti neanche i Rappresentanti Istituzionali, che spesso rimangono impigliati nelle reti di “cosa loro”.
Al poeta non rimane che lodare chi, nell’umiltà delle proprie mansioni, lotta con tutte le proprie forze per sconfiggere “l’utopia della prepotenza”.
Al  cuore del poeta rimane il supplizio della propria sofferenza… nel vedere la sua bellissima Sicilia e i propri conterranei con il Marchio indelebile della mafiosità.
1) Alcuni testi di questa raccolta sono stati pubblicati dalla rivista ANTIGONES, ( New Avenue Yale University,  U.S.A.)
Pioltello16 Giugno 2006
Bozze per  un progetto sociale, dattiloscritto in proprio, proprietà dell’autore. Pioltello, Giugno 2006.

Calogero Di Giuseppe Via George Bizet n. 5 20096,  Pioltello (Mi) Tel 3298065619
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Calogero Di Giuseppe
S t a s i
(A Giuseppe Tomasi Di Lampedusa)

Io sono nato dove il tempo passa
stroncando ogni vigore…
là dove la terra arde
al sorgere del sole.
9 Novembre 1967
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Calogero Di Giuseppe


grugniva il verro

(Solo i morti per lo stato
tessono un manto verde)

 Nella conca d'oro
tra gli aranceti in fiore
un giorno…
un fetore infestò l'aria.

Zampillò un liquame
da tutte le cloache
del pianeta terra.

Sorse un putrido pantano.
Da metamorfosi fetosa
nacque la scrofa
social-mafiosa.

Sentii grugnire i porci
appena nato…
odore nell'aria pestilente
di mafiosa sozzura.

Grugniva il verro
"porco grande della Sicilia"
grugniva il deputato
porco grande romano.

Il fetore di mafia
allietava i cannibali:
picciotti di scarsa fantasia
soggiogati nella melma
da cinghiali grandi.

In quel lordume
qualche giudice onesto:
un barlume.
(Gli eroi dello stato
tessono il verde sperato).
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Calogero Di Giuseppe

LA PIETRA DELLA SPERANZA


Tutti questi rami contorti
dell'ulivo
mi fanno pensare al parlamento
e le mani sporche…
e le mani pulite…
e tutti quei "vermi"
che brulicano in quel formicaio.
Ma da questo sasso
pietra eterna
che mi regge
ammiro l'orizzonte
poi volgo gli occhi al cielo
…guardo una nuvola trafitta
e illuminata
dai raggi della speranza.

La gente della mia terra
si sta svegliando:
 Son scoppiate le coscienze.

8 Febbraio 1994
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Calogero Di Giuseppe

LA ZAGARA 'NSANGUNIATA


Bidduzza…
li sciuri di l'arangi
nsanguniati sunnu
cuamu li petri
di li cosi antichi.  (1)

Bidduzza…
di vicinu
quantu voti t'haiu dittu t'amu.
oji ti scrivu 'sta littra
(falla leggiri a li carusi)
pi ntu telefunari:
li paroli nni la carta restanu
pu filu sinni vannu.

Mi chianci lu cori:
cu ttia mi vuagliu sfugari
senza parlari d'amuri
ma di morti:
Li straggi ca ci sunnu,
nni la nostra terra
nun si puannu cuntari
cuamu li magistrati ammazzati
pi fari lu propriu duviri.
Oji mi chianci lu cori…
quantu muarti ca ci sunnu
na Sicilia bedda.
Oji  mi chianci lu cori
e nenti ci puazzu fari:…
su cosi di cosa nostra
e cosi di tuttu lu munnu.
1)      Come i monumenti, iresti millenari  e le opere d’arte.
13 Agosto 1993
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Calogero Di Giuseppe

LA ZAGARA INSANGUINATA

Carina,,,
i fiori degli aranci
sono insanguinati
come le pietre
delle cose antiche. (1

Carina…
da vicino
quante volte ti ho detto t’amo.
Oggi ti scrivo questa lettera
(falla leggere ai figli)
per non telefonarti:
le parole nella carta restano
per telefono se ne vanno.

Mi piange il cuore:
mi voglio sfogare con te
senza parlare d’amore
ma di morte.
Le stragi che ci sono,
nella nostra terra
non si possono contare
lo stesso i magistrati ammazzati
per aver fatto il loro dovere.

Oggi mi piange il cuore…
quanti morti che ci sono
nella Sicilia bella.

Oggi mi piange il cuore
perché non so far niente:
sono cose di “cosa nostra”
e cose di tutto il mondo.
1)      Come i monumenti, i ruderi millenari e le immortali opere d’arte.
Traduzione dal siciliano La zagara ‘nsanguniata.  6 Giugno 2006
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Calogero Di Giuseppe

LA SIEPE DELLA MORTE

(A Michele Pantaleone)

E accanto nasceranno dei fiori
anch'essi avranno l'odore del piombo.
Superbamente ti consumi al sole
e le tue coste cantano col vento
del mare azzurro, fragranti bellezze
color di paglia…e il verde spicca vivo
negli orti cinti d'oleandri in fiore.
Salve Trinacria!…porto d'emigranti
uccelli, terra di leggende antiche
e di città che sparse come semi,
offrono al mondo vecchie civiltà.
Sei come nave al vento in mezzo al mare,
di zagara profuma la tua terra
che fior di sposa, in petto sta a fanciulle  (1
di veli cinte…brune come more.
Sei la mia terra e t'odio. t'odio e t'amo
di un amore contorto come ulivo
che bracci tende nel bel cielo azzurro,
fra sterpi e pietre vive abbarbicato.
Cupi nel cielo cirri van volando,
come fan falchi sulla loro preda;
siepi d'alloro mirto e oleandro
"spezzano" gli orti cingono poderi
dove in agguato l'uomo sta spiando.
Cantan gli uccelli…fa l'eco lo sparo:
pallida "rosa" e petali di piombo.
Acre l'odore sento dalla siepe
s'alzano cirri lentamente in cielo:
con l'anima del morto se ne vanno.
E due stivali van superbamente…
s'alza un berretto sulla fronte matta.
di fichi d'india son le siepi intorno,
spinose foglie…ed ogni foglia un morto;
s'alzano cirri lentamente in cielo
acre l'odore in alto se ne va.
Ed accanto nasceranno dei fiori
anch'essi avranno l'odore del piombo.
1)  Si usava ornare la sposa con dei fiori di zagara
22 e 23 Agosto 1976
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Calogero Di Giuseppe

MORTE DI UN CRONISTA
Scriveva tanto
diceva tutto.

Quotidianamente.
Capir voleva l'altrui dolore
e il senso delle cose.

Era la penna indagatrice.
Se sta in pace?…
come può dentro un pilastro!
            Dicembre 1995
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Calogero Di Giuseppe

EDIZIONE STRAORDINARIA


Crollò nel paese
un terribile silenzio.

Odore di mafia nell'aria.
L'acido soffocò le grida…
si sciolsero le ossa.

E' la morte bianca
colomba impura
con le ali della paura
simbolo d'omertà.
9 Dicembre 1994
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Calogero Di Giuseppe

L'INCAPRETTAMENTO

(Uomo d'onore?)

Se la corda sapesse
perché tira e molla
lascerebbe la preda.

Stretta sotto il mento
con un giro attorno al collo
e giù tra le mani
dietro la schiena
esegue l'incaprettamento
collegando i piedi.

Di mafia è vendetta
con mente contorta…
e… spregiudicata.
9 Dicembre 1994
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Calogero Di Giuseppe

B   O   S   S
(Saccu di ‘merda)

Boss
ti sparo un verso in fronte
col laser dell' amore
un distico nel cuore
di rancorosa rima
e un sonetto nell'anima
per specchiarti l'errore .
1 Aprile 1997
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Calogero Di Giuseppe

I L   M A R C H I O


Come potevo allora
sorridere?…
ignaro della vita
col cuore straziato dalla stampa
col marchio di "terrone"
quasi a scusarmi
(col capo chino)
d'esser siculo
per un mafioso destino.

Ora stanco sorrido
felice d'esser nato
in quell'angolo stupendo
di terra assolata.
La mia gente si è svegliata
con orgoglio contrasta
la “società onorata”.
29 12 1994
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Calogero Di Giuseppe

AL DI Là DaLLA SIEPE

Al di là dalla siepe
oh Giacomo mio… (1
dell'ultima speranza io ti parlo
trattengo il respiro…
e solo come Te sempre m'affanno
chiedendo al pastore
e alla silenziosa luna bianca
il perché delle cose.

Chi sono io?…e Tu chi eri?…
chi sei che ancora vaghi intorno a noi
microbi mortali?…

Questa penna dirti non sa
del mio pensiero
e del fenomeno mortale
della mafia
che sotterra
la sicula onestà.
1) Giacomo Leopardi
16 Febbraio 1995
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Calogero Di Giuseppe

B A S T A


Stramaledetto sia per sempre
quel giudice che chiude un occhio.
All'ultimo cerchio dell'inferno
dovrebbe perennemente stare.

Stramaledetto sia ognuno
che con lupara salda il conto
spargendo sangue all'infinito
cambiando ai siculi destino.

È stanco il mio cuore.
straziato da sempre
avvilito
umiliato…
e piangere invano
più non sa.

14 Febbraio1995

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Calogero Di Giuseppe

AVVOLTOI SUL BELICE


A Danilo Dolci
lo sapevi natura matrigna
di che gente è fatto questo mondo
prima che del Belice la valle
da te distrutta fosse…oh maligna.

Che t'ha fatto la povera gente?
e perché far tremare quella terra,
crollare case, ponti e dar lutto
con la ferita che non si serra.

Come sciacalli, su voi, affamati
si son scagliati speculatori
per slabbrarvi la rossa ferita,
facile preda…oh terremotati!…

Avvoltoi…brutto più della morte
avete il volto, tremendo è il volo
che plana su quest'umile gente
tessendo le trame più contorte.

Lo sapevi natura maligna
che di truffe ci vive il furfante…
e nello Stato la serpe s'alligna
lordo covo di gente strisciante.

Non dovevi spaccar le tue viscere
inghiottire le case
annullare paesi…
non dovevi cambiar quieto vivere.

Lo sapevi che nulla costruisce
"l'onorevole "avaro
il deputato "onesto":
lo sapevi in che modo finisce:

Si finisce tra marce baracche
dove goccciola l'acqua,
dove cuoce l'arsura
mangiando per pane umili bacche.
Dall' 1 al 12 Aprile 1976.

Calogero Di Giuseppe

AL CARO ASSASSINO

(Il coro degli angeli) 

E' bella la nostra terra
Assassino.
E' splendido il nostro cielo
Assassino.
E' blu tutto il nostro cielo
Assassino.
E' stellato il nostro cielo
Assassino.
E' chiara la luna piena
Assassino.
Profumano gli agrumeti
Assassino
Il mandorlo è fiorito
Assassino.
L'oleandro inonda l'aria
Assassino.
Il mare ondeggia
Assassino.
Ritorna la vela al porto
Assassino.
La famiglia gioisce
Assassino.
L'infinito è terso
Assassino.
Tutta la terra canta
Assassino.

Queste cose guardano gli occhi
Assassino.
Queste cose il cuore ama
Assassino
Hai ucciso tutto
Assassino
Tuona il cielo e trema la terra
Assassino.
Non erano "cose vostre"
Assassini.
Assassini
M'avete lacerato il cuore
Assassini.
Assassini
Assassini
Assassiniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii
22 Novembre 1995
FINE

MAFIA

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VERSO LAMPEDUSA

V E R S O L A M P E D U S A

Calogero Di Giuseppe

Donare se stessi ... è questo che dovrebbero fare tutti i Poeti.

Soprattutto amare tutto e tutti. Non bisogna essere per forza santi... ma essere coerenti con la sensibilità della “espressione dell’anima”, chiamata Poesia.

Non si può essere poeti e infischiarsene del prossimo.

Migliaia di disperati scappano verso il mare per la Libertà e la trovano nei fondali del mare...

o prima ancora nell’arsura dei deserti.

Questo mi suggerisce la poesia della sensibile amica

Luisa Colnaghi.
..............
Arrivati alla spiaggia
lacerati nel corpo
con l'animo vuoto
sono sfuggiti alla tempesta
la lingua straniera
tradita nel ricordo
… fame, freddo
del tempo coloniale
scaldati al fuoco di Dio
dividiamo il nostro pane
Sanfrancesco ha donato
veste e mantello
ha parlato al lupo
.....
27 maggio 2011Luisa Colnaghi

L'ITALIA S'E' DESTA



L’ITALIA SE DESTA





DAL 13 Giugno scorso il “Tricolore” della nostra Bandiera è più pulito. Splende di più. Si è liberato dal grigiore in cui l’avevano infangato alcuni cittadini italiani. I veri italiani non sono un popolo di ladri o puttanieri. È naturale che in una nazione vi siano delle minoranze di farabutti e degli avanzi di galera che, spesso, sopprimono i bisogni dei cittadini esemplari.



ORA L’ITALIA S’È DESTA ...



lo dimostrano gli ultimi tre eventi elettorali democratici. Finalmente l’Italia ha riscattato il proprio onore con un Nuovissimo Risorgimento Italiano". La spazzatura è ancora al potere: diamoci da fare con una scopa nuova.



Vigiliamo e non fidiamoci di nessuno.



Calogero





AUTORI OSPITI

Pioltello, Via George Bizet, Musicista

I GRANDI UOMINI

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PEPPINO IMPASTATO

Giuseppe Impastato è uno dei grandi eroi sacrificatosi per la dignità della Sicilia e per riscattare la dignità di ogni uomo degno di tale nome. Ha lottato contro la mafia di cui “il padre ne era componente”. La verde città di Pioltello gli ha dedicato uno dei suoi grandi giardini pubblici per bambini, in via George Bizet proprio davanti ai plessi delle scuole elementari e medie. Nel cippo che lo ricorda si può leggere una delle sue poesie sottoscritta.

Lunga è la notte

e senza tempo.

Il cielo gonfio di pioggia

non consente agli occhi

di vedere le stelle.

Non sarà il gelido vento

a riportare la luce

né il canto del gallo,

né il pianto di un bimbo.

Troppo lunga è la notte

senza tempo

infinita.

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Ai prepotenti d’Italia, “Poetica Onestà” ricorda che sono ad un passo dalla morte: fisica e morale.

Neanche i vermi potranno sopportare la loro anima puzzolente.

Calogero