
Ognuno di noi ha bisogno di comunicare… la solitudine è uno dei mali peggiori dell’esistenza umana. Credere nell’uomo significa credere in se stessi, con tutti i rischi della convivenza. Non sappiamo perché siamo e ci siamo in questo mistero della vita. Due sono le certezze: l’essere e il morire. “LA DISCUSSIONE” fa Poesia, Satira, Umorismo, Teatro, Saggistica, Musica , Politica sociale e notizie varie... La Poesia è come l’aria: si trova ovunque: “PER CHI SA VEDERE”.
30 settembre 2012
LETTERA A MARIO MONTI
25 settembre 2012
QUATTROCENTO CENTO ANNI FA IL PRIMO VOCABOLARIO
ACCADEMIA DELLA CRUSCA.
1612, quattrocento cento anni fa,
Negli ultimi anni del XVI secolo l'Accademia della Crusca iniziò a pensare alla realizzazione di un vocabolario. Scopo dell'iniziativa era compilare un grande Dizionario della lingua fiorentina, per difenderla e anzi imporla come modello. Il titolo con cui l'opera fu concepita fu Vocabolario della lingua toscana (1608) [1]. Vi si dedicarono a tempo pieno trentacinque accademici. In sede di decisione finale si attivò tra i cruscanti una lunga discussione, che durò fino al 1610. Al termine fu scelto il titolo neutrale di Vocabolario degli Accademici della Crusca. [2] Il 13 ottobre 1610 i deputati al vocabolario inviarono al segretario dell'Accademia (Bastiano de' Rossi) tutto il materiale. L'opera fu stampata a Venezia, centro di eccellenza dell'arte tipografica italiana ed europea. Il primo Vocabolario [modifica] L'editio princeps del vocabolario fu pubblicata nel 1612. Dai tratti marcatamente classici, il Vocabolario degli Accademici della Crusca intendeva comprendere solo parole della lingua toscana, in particolare il lessico degli scrittori fiorentini del Trecento (Dante, Petrarca, Boccaccio e gli autori del XIII secolo (il secolo d'oro). Lo spoglio riguardò anche autori successivi « (come Lorenzo de' Medici, Berni, Machiavelli, Salviati stesso), o non fiorentini (come Bembo e l'Ariosto), anche se dei primi furono scelte le voci d'uso, e dei secondi solo le parole più belle e di matrice fiorentina».[3] Il Vocabolario, pertanto, volutamente escludeva termini moderni (anche se usati da letterati quali Torquato Tasso e Ludovico Ariosto) o comunque posteriori alla produzione letteraria del Trecento, ed ignorava deliberatamente le voci della scienza, della tecnica, delle arti e mestieri. Nonostante le critiche per il fiorentinismo arcaicizzante adottato, Il Vocabolario s'impose largamente sia in Italia sia all'estero; la sua superiorità nei confronti dei lessici preesistenti «consisteva soprattutto nell'organizzazione tecnica dell'opera, e nel gran numero di citazioni, curate in maniera per quei tempi esemplare».[4] L'opera, inoltre, era innovativa anche perché costituiva «uno dei primi tentativi di introduzione dell'ordine alfabetico delle voci e di metodo di definizione e documentazione lessicale, divenuto in seguito consuetudinario per opere di tal genere».[5] Da Wikipedia "LA DISCUSSIONE" ringrazia tutti coloro che nei secoli hanno portato la "conoscenza" seriamente sino a questo secolo confusionario. Calogero Di Giuseppe
22 settembre 2012
W MAOMETTO ABBASSO I DEFICIENTI
L'Onu contro le vignette su Maometto
19 settembre 2012
VENEZIA MULTA UN POETA
2 settembre 2012
IL CARDINALE CARLO MARIA MARTINI
IL CARDINALE CARLO MARIA MARTINI
I GRANDI UOMINI
VERSO LAMPEDUSA
V E R S O L A M P E D U S A
Calogero Di Giuseppe
Donare se stessi ... è questo che dovrebbero fare tutti i Poeti.
Soprattutto amare tutto e tutti. Non bisogna essere per forza santi... ma essere coerenti con la sensibilità della “espressione dell’anima”, chiamata Poesia.
Non si può essere poeti e infischiarsene del prossimo.
Migliaia di disperati scappano verso il mare per
o prima ancora nell’arsura dei deserti.
Questo mi suggerisce la poesia della sensibile amica
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Arrivati alla spiaggia
lacerati nel corpo
con l'animo vuoto
sono sfuggiti alla tempesta
la lingua straniera
tradita nel ricordo
… fame, freddo
del tempo coloniale
scaldati al fuoco di Dio
dividiamo il nostro pane
Sanfrancesco ha donato
veste e mantello
ha parlato al lupo
.....
27 maggio 2011Luisa Colnaghi
L'ITALIA S'E' DESTA
L’ITALIA SE DESTA
DAL 13 Giugno scorso il “Tricolore” della nostra Bandiera è più pulito. Splende di più. Si è liberato dal grigiore in cui l’avevano infangato alcuni cittadini italiani. I veri italiani non sono un popolo di ladri o puttanieri. È naturale che in una nazione vi siano delle minoranze di farabutti e degli avanzi di galera che, spesso, sopprimono i bisogni dei cittadini esemplari.
ORA L’ITALIA S’È DESTA ...
lo dimostrano gli ultimi tre eventi elettorali democratici. Finalmente l’Italia ha riscattato il proprio onore con un “Nuovissimo Risorgimento Italiano". La spazzatura è ancora al potere: diamoci da fare con una scopa nuova.
Vigiliamo e non fidiamoci di nessuno.
Calogero
AUTORI OSPITI
Pioltello, Via George Bizet, Musicista
I GRANDI UOMINI
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PEPPINO IMPASTATO
Giuseppe Impastato è uno dei grandi eroi sacrificatosi per la dignità della Sicilia e per riscattare la dignità di ogni uomo degno di tale nome. Ha lottato contro la mafia di cui “il padre ne era componente”. La verde città di Pioltello gli ha dedicato uno dei suoi grandi giardini pubblici per bambini, in via George Bizet proprio davanti ai plessi delle scuole elementari e medie. Nel cippo che lo ricorda si può leggere una delle sue poesie sottoscritta.
Lunga è la notte
e senza tempo.
Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento
a riportare la luce
né il canto del gallo,
né il pianto di un bimbo.
Troppo lunga è la notte
senza tempo
infinita.
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Ai prepotenti d’Italia, “Poetica Onestà” ricorda che sono ad un passo dalla morte: fisica e morale.
Neanche i vermi potranno sopportare la loro anima puzzolente.
Calogero